Il Comune ha intimato la demolizione del padiglione Rastriglia entro il 10 aprile

Firenze Fiera con le ruspe alla vigilia della Mostra dell’Artigianato

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica, Top News

Fortezza_da_basso_11L’Italia delle fiere e dei congressi rincorre la ripresa (Milano con lo straordinario impegno per l’Expo 2015, Bologna, Rimini e Roma con nuove idee e nuovi investimenti), mentre Firenze non solo segna il passo, ma deve addirittura demolire quel poco che ha. Giovedì 3 marzo, Palazzo Vecchio ha fatto avere al neo presidente, il professor Luca Bagnoli, l’avviso con la dicitura “Demolizione edifici precari”. Aggiungendo che mezzi del Comune provvederanno direttamente a buttar giù il padiglione Rastriglia il 10 aprile. Vuol dire che le ruspe entreranno nella mitica Fortezza da Basso solo due settimane prima dell’appuntamento dell’anno: cioè l’inaugurazione della Mostra dell’Artigianato, fissata per il 24 aprile.

LETTERA – Si sussurra che Bagnoli sia caduto dalle nuvole, poi abbia ritrovato una lettera lasciata dal suo predecessore, l’industriale calzaturiero Antonio Brotini, che ha guidato Firenze Fiera negli ultimi tre anni. Brotini e il cda dimissionario avevano lasciato scritto che entro il 31 marzo tutti i padiglioni, finiti a suo tempo nel mirino della magistratura, dovevano essere abbattuti su ingiunzione comunale. Può darsi che, passata invano la scadenza, Palazzo Vecchio abbia fatto sapere di voler procedere direttamente. Al che il professor Bagnoli, interpellato dal consigliere regionale Gianluca Lazzeri (Più Toscana, Nuovo centrodestra), ha replicato che il 10 aprile le ruspe comunali troveranno il lavoro fatto: perché Firenze Fiera avrà provveduto direttamente alle demolizioni.

ABBANDONO -Bene. Ma l’episodio dimostra come siano finite nel caos, e nella disorganizzazione, l’ente e la struttura che devono promuovere l’immagine e l’attività creativa di Firenze e di tutto il mondo che ruota intorno a congressi, fiere e alle piccole e medie imprese. Quelle artigiane sopra a tutte. Non basta. Proprio in questo momento, dietro Firenze Fiera c’è il vuoto politico. La Regione pare averla abbandonata anche perché, come disse il presidente dell’assemblea, Alberto Monaci, ci sono tante altre fiere, in Toscana, che meritano sostegno, oltre a quella fiorentina. Per di più, il neo assessore, Sara Nocentini, è appena uscita dalla maternità dove ha messo al mondo una bella bambina e dovrà star lontana dall’ufficio per almeno un mese. E la Provincia, altro azionista istituzionale, è in via di smantellamento. Resta il Comune: che finora sembra aver fatto di tutto per mettere in difficoltà la sua Fiera. L’anno scorso la devastò con una multa milionaria capace di mandare in profondo rosso il bilancio. Poi ha fatto di tutto per far saltare (a quanto pare anche per guerre interne al Pd)  il consiglio d’amministrazione guidato da Brotini. Ora, alla vigilia della Mostra dell’Artigianato, annuncia l’arrivo delle ruspe per abbattere i padiglioni. Scadenza improrogabile? Forse sì. Rimane il fatto che, mentre Milano, Bologna, Rimini, Roma e le altre fiere nazionali cercano di essere alfieri della ripresa, soprattutto per il bene dei loro territori, Firenze è lasciata drammaticamente indietro. E perde i pezzi.

 

 

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