Firenze, Pasqua, scoppio del Carro col bel tempo. Ma scrosci di pioggia il venerdì santo

Lo scoppio del Carro della domenica di Pasqua, quando Firenze celebra la Resurrezione nel segno della tradizione
Lo scoppio del Carro della domenica di Pasqua, quando Firenze celebra la Resurrezione nel segno della tradizione
Lo scoppio del Carro di Pasqua, quando Firenze celebra la Resurrezione nel segno della tradizione

FIRENZE – Settimana santa ancora con il maglione, per via delle temperature minime capaci di scendere anche al di sotto dei 4-5 gradi.  E venerdì  18 aprile sarà peggio: una giornata da vivere con l’ombrello aperto  per via di una perturbazione atlantica che rovescerà acqua sull’Italia Centrale e, in maniera particolare, su Firenze e la Toscana. Poi, sabato, le nuvole arrivate dall’Oceano cominceranno ad allontanarsi per lasciare il cielo sgombro, e dominato da un sole già caldo, domenica 20 aprile, ossia Pasqua. Significa che Firenze potrà essere splendida, poco dopo metà mattinata, quando  fra il Duomo e il Battistero, il Bel San Giovanni di dantesca memoria, la colombina farà scoppiare il Carro. Che stavolta non rischierà di essere bagnato, ma baciato dal sole. Capace di restare  anche  il lunedì dell’Angelo, Pasquetta: per la gioia di chi vorrà fare la gita in campagna . O un salto al mare.

VENTO – La previsione del professor Giampiero Maracchi, meteorologo e climatologo del Cnr, è molto precisa. Lascia intendere che la primavera è arrivata ma, come sempre, alterna tepore piacevole a folate di vento gelido che punisce chi ha avuto la sventatezza di scoprirsi troppo. Si tratta di un passaggio stagionale che assomiglia alla situazione che stiamo vivendo:  ossia una crisi economica che pare allontanarsi, ma che continua a non risparmiare morsi. Anche feroci, anche cattivi.

RIPRESA – “Non sono in grado di prevedere l’evoluzione economica a medio e lungo termine, ma dal punto di vista stagionale, posso assicurare che ci stiamo allontanando dal brutto tempo”, chiosa Maracchi. Che continua: “La Pasqua ha una data variabile,  talvolta arriva in marzo, quando abbiamo ancora il cappotto. Mentre quest’anno abbiasmo una Pasqua cosiddetta alta, cioè verso fine aprile, che ci trova con il soprabito leggero o, addirittura, in giacchetta. Si tratta di una festa caratterizzata da forte simbologia: la Resurrezione, la rinascita. Senza voler irritare gli animalisti, dirò che l’agnello e il coniglio sono sempre stati segni di ripresa, di fertilità, di abbondanza. Ecco perché penso che la Pasqua 2014, con il sole e la temperatura mite, possa portare energia e voglia di ripresa. Cose di cui, onestamente, abbiamo un po’ tutti bisogno”.

CLIMA – Il problema? Il cambiamento climatico figlio dell’effetto serra, che scombina le stagioni, manda in tilt le previsioni dei meteorologi e, soprattutto, provoca danni per via di ondate di freddo (ma anche di caldo) fuori stagione. Maracchi rilancia l’appello dell’ONU  alle nazioni:  bisogna mettere un freno all’inquinamento, in particolare all’iperconsumo di energia fossile. Cina e India non ci sentono, ma già gli Stati Uniti cominciano a chiedere moderazione e a invocare un ricambio delle fonti energetiche. Strada in salita, certo. Ma da seguire senza se e assenza ma. Anche l’Italia, naturalmente, deve recitare la sua parte, senza lasciarsi guidare dagli estremismi, ma con decisione.

PREVISIONE – E torniamo alle previsioni. Domani, mercoledì 16 aprile, farà freddo (appena 5-6 gradi)  all’alba e al tramonto . Così come giovedì. Poi, venerdì, acqua praticamente per tutto il giorno, come del resto capita non di rado quando si celebra la Passione.  Sabato, come detto, il miglioramento, la fuga delle nuvole che lasceranno spazio al sole per Pasqua e Pasquetta.  Senza rischi, almeno stavolta, di nuove strizzate di freddo provocate dal cambiamento climatico: figlio dell’effetto serra e degli idrocarburi.

 

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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Commento

  • Ma quanto era più bella la cerimonia che – fino a qualche decennio fa – si svolgeva al mezzogiorno del sabato santo ! Perchè praticamente segnava proprio l’inizio anche liturgico della Pasqua, dava il segnale della festività in sintonia con il volo della colombina. Ora ha solo una finalità turistica…..bella, per carità, ma non ha più il sapore di una volta.

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