Ottantaquattro imprese rischiano di chiudere e nessuno si muove

Mercato di San Lorenzo, la festa del lavoro che non c’è più

di Marcello Torelli - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento

Ambulanti San Lorenzo

La Festa del Lavoro del 1 maggio porta con sé molte riflessioni e contraddizioni allo stesso tempo. Se da un lato è importante recepire le richieste e le istanze dei tanti lavoratori impiegati nel commercio e nel turismo per poter celebrare le giornate di festa con le proprie famiglie e i propri cari, dall’altro è ugualmente importante ricordare che esiste un mondo per il quale certi appuntamenti costituiscono fonte di sostanziale sussistenza, oltre che svolgere un ruolo fondamentale nella riuscita della festa stessa.

Chi per scelta o per necessità fa il commerciante su un’area pubblica – ed in particolare nei centri storici di attrazione turistica e internazionale – sa bene che certe date, quando soprattutto legate a «ponti» di vacanza, sono l’essenza del lavoro stesso.

Non è così purtroppo il caso degli ambulanti della piazza di san Lorenzo che da tre mesi sono stati «deportati» in un luogo fuori dal tradizionale circuito commerciale sebbene in prossimità dell’ubicazione precedente, dove erano da almeno 50 anni. Un progetto dell’Amministrazione comunale approssimativo e il cui fallimento è purtroppo sotto gli occhi di tutti.

Partecipare in forma attiva a quella che è la Festa del Lavoro e dunque non da emarginati è tutto quello che avrebbero voluto oggi le 84 imprese del mercato di san Lorenzo, vittime di una scellerata scelta amministrativa.

Il ricollocamento degli ambulanti traslocati forzatamente dalla piazza, tramite una presunta urgenza dettata dalla necessità di svolgere lavori di ristrutturazione del lastricato, al di là dei proclami, delle tante promesse mancate e delle innumerevoli riunioni di ogni tipo, non ha ancora trovato soluzione che possa venire incontro alle loro legittime esigenze. Che sono solo quelle di poter lavorare e non essere costretti a chiudere.

Le chiacchere purtroppo non fanno sostanza. Nel frattempo la situazione economica e psicologica si fa ogni giorno più pesante per tutti. Rimanere insensibili alle istanze di questi lavoratori sarebbe indice di una cattiveria scientifica senza senso.

L’amministrazione comunale di Firenze deve avere il coraggio di riconoscere gli errori compiuti e porvi rimedio, anche negli ultimi giorni del suo mandato. Poiché il tempo della sopportazione è abbondantemente scaduto. E la Festa del lavoro deve essere anche la celebrazione del diritto al lavoro. E non di quello che non c’è più.

 

Marcello Torelli
Segretario nazionale Fivag Telsa Cisl
Ambulante di San Lorenzo

 

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Ambulante di San Lorenzo
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