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I lavori attorno alla Concordia per farla tornare a galleggiare

Concordia, ok per la ripresa dei lavori di rimozione. Ma c’è il rischio inquinamento per via delle acque stagnanti dentro la nave

I lavori attorno alla Concordia per farla tornare a galleggiare
I lavori attorno alla Concordia per farla tornare a galleggiare

ISOLA DEL GIGLIO (GR) – In attesa ancora della scelta sul porto di destinazione finale del relitto della Concordia, l’Osservatorio di monitoraggio ha autorizzato l’installazione di tutti i cassoni sulla fiancata di dritta della nave, dopo quella dei primi due avvenuta nei giorni scorsi. Lo comunica la sua presidente Maria Sargentini dopo aver ricevuto e valutato la documentazione fornita dai tecnici del consorzio Titan-Micoperi.

E’ stata completata l’installazione del terzo dei 19 cassoni mancanti. Ad oggi restano quindi ancora da installare 12 cassoni sul lato di dritta a cui si aggiungono i 4 ancora mancanti sul lato di sinistra del relitto. Già domani i tecnici avvieranno l’installazione del quarto cassone sul lato di dritta. Contemporaneamente, fanno sapere Costa Crociere e il Consorzio Titan Micoperi, si sta lavorando per completare la documentazione richiesta dall’Osservatorio che sarà condivisa quanto prima con le autorità. Attualmente al cantiere per la rimozione della Concordia sono oltre 350 i tecnici al lavoro 24 ore su 24, 7 giorni su 7, di cui oltre 120 subacquei.

Entro il 20 maggio dovranno iniziare le operazioni di rimozione e/o trattamento delle acque interne alla Concordia. La data è stata specificata in merito alla presentazione del piano per la bonifica delle acque e dell’analisi degli scenari di rischio ambientale residuo, che dovrà avvenire il prima possibile per «porre in essere tutti gli interventi ipotizzabili per prevenire e mitigare i rischi, garantendo la massima sicurezza» di ambiente e operatori.

Se il relitto dovesse essere portato via con la Vanguard (la megachiatta olandese che ingloberebbe la Concordia per portarla in un porto estero) dovrebbe necessariamente essere svuotata di tutti i liquidi presenti al suo interno, per consentirgli di avere maggiore stabilità. Un’operazione che, una volta montati i cassoni, potrebbe essere fatta solo attraverso uno sversamento in mare dei liquidi stessi, cosa che provocherebbe un inquinamento ambientale. Oppure bisognerebbe prima trainare la Concordia in un porto intermedio, per svuotarla dei liquidi e caricarla sulla Vanguard.

Concordia, francesco schettino, isola del giglio, naufragio, processo grosseto


Massimiliano Mantiloni

Giornalista

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