Firenze, per pagare le tasse gli artigiani lavorano fino a settembre. Il governatore Rossi: «Non è colpa nostra»

Un artigiano al lavoro
Un artigiano al lavoro

FIRENZE – Fino al 29 settembre 2014 il guadagno del lavoro quotidiano dei piccoli imprenditori e degli artigiani di Firenze se ne andrà tutto in tasse da pagare allo Stato, alla Regione o al Comune. Dal 30 settembre ogni ora lavorata porterà invece un reddito nelle tasche dei lavoratori «libero» dal fardello di imposte e tributi.

A dirlo è il direttore di CNA Toscana, Saverio Paolieri: «La pressione fiscale sulle imprese è diventata un mostro a tre teste: nazionale, regionale e comunale – dichiara – che divora le loro risorse e il loro lavoro: le imprese fiorentine lavoreranno fino al 29 settembre per pagare le tasse; quelle di Arezzo, la città con la tassazione globale più bassa fra i capoluoghi toscani, fino al 31 luglio. E il reddito che resta alle imprese dopo aver pagato le tasse va dal 25,9% di Firenze al 42,2% di Arezzo». Quindi, se il reddito d’impresa è di 50mila euro all’anno, dopo aver pagato tutte le tasse i 50mila euro nel 2014 diventano a Firenze 12.938 euro, ad Arezzo 21.114 euro.

In Italia, quest’anno, il peso complessivo del fisco (Total Tax Rate) sulle piccole imprese e sugli artigiani toccherà un valore medio del 63,1%. In Toscana ben 4 capoluoghi di provincia superano questa media – spiega in una nota la CNA Toscana -: a Firenze la pressione fiscale complessiva sulle piccole imprese nel 2014 raggiungerà la cifra del 74,1%.I dati risultano dall’analisi effettuata dalla CNA Nazionale sui 112 Comuni capoluoghi di provincia e regione.

«È una situazione insostenibile – conclude Paolieri – come si può sperare nella ripresa economica quando le nostre imprese sopportano un peso così enorme? È necessario ridurre la tassazione su artigianato e PMI e semplificare, sia a livello centrale sia« a livello locale, gli adempimenti  che determinano costi indiretti sulle imprese e ne diminuiscono la produttività. Solo così si può restituire fiato e competitività al nostro sistema economico».

Sulle cifre rese note dalla CNA è intervenuto il presidente della Toscana, Enrico Rossi. Per il governatore, spiega in una nota Palazzo Strozzi Sacrati, le differenze di tassazione sulle imprese artigiane da città a città «non sono imputabili alla Regione, che nel tassare applica criteri territorialmente omogenei, quanto a problematiche, peculiarità o ragioni locali».

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Domenico Coviello

Giornalista

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