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I lavori attorno alla Concordia per farla tornare a galleggiare

Concordia, il governatore Rossi: «La Toscana si opporrà al viaggio del relitto a Genova»

La Costa Concordia
La Costa Concordia

FIRENZE – «Per la Costa Concordia siamo al secondo avviso ai naviganti, dopo quello dei giorni scorsi: per la demolizione del relitto o si prende in considerazione anche Piombino o tutta la Toscana si metterà di traverso». Sembra una dichiarazione di guerra. Di certo è un aut-aut, senza mezzi termini, quello del presidente della Toscana, Enrico Rossi.

La nuova, ma ribadita, presa di posizione del Governatore arriva a pochi giorni dalle indiscrezioni di stampa non confermate, ma neppure smentite, secondo cui la Costa Crociere avrebbe raggiunto un accordo con il Governo Renzi per non effettuare lo smantellamento della Concordia in Turchia, ma in Italia, a luglio, a patto che sia Genova la sede della «rottamazione» della nave, e non Piombino, come auspica la Regione.

«La valutazione delle cose spetta prima di tutto ai tecnici e in particolare all’Osservatorio presieduto dalla Regione Toscana – continua il governatore -: questo ha il compito di valutare le proposte in sede tecnica che Costa Crociere avanza per la rimozione del relitto. L’ultima parola non spetta quindi a un privato, come sembra dalla lettura dei giornali, e non spetta alla Compagnia, responsabile del disastro, e che, in un primo momento, ha avuto persino l’ardire di avanzare la proposta oscena di far demolire la nave trasportandola fuori d’Italia, in Turchia».

«Poi l’ipotesi Turchia è stata affondata insieme al Vanguard che avrebbe dovuto portare il relitto – dice ancora il governatore toscano -. A oggi le uniche carte che sono arrivate all’Osservatorio sono quelle relative al completamento del montaggio dei cassoni, previsto intorno alla fine di luglio. L’Osservatorio non ha al momento documentazione sufficiente relativa al rigalleggiamento della nave che deve essere fatto di fronte al Giglio e tantomeno relativa al trasporto con traino che, presuntivamente come si legge in alcune cronache, dovrebbe avere come obiettivo il porto di Genova».

«Io non sono un tecnico – prosegue Enrico Rossi – ma mi permetto di avanzare un’obiezione intuitiva, basata sul senso comune: andare a Genova implica un viaggio lungo diversi giorni; la nave dovrà passare per tutto il Mar Tirreno e attraversare il Santuario dei cetacei rimanendo al largo senza possibilità  di riparo in alcun porto, qualora dovessero cambiare le condizioni meteorologiche. Secondo il presidente dell’Autorità  Portuale di Piombino, a settembre Piombino sarà pronta, potrà essere in condizioni migliori di Genova Voltri e avrà una banchina a cui attraccare la nave con un fondale di 20 metri, dove potranno essere eseguite le stesse opere di demolizione. Ma la differenza tra Genova e Piombino è sostanziale: Piombino è molto più vicina al Giglio di circa un quarto e i rischi ambientali verrebbero ridotti di altrettanto. A queste obiezioni dovrà essere data una risposta seria».

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