I dati del Rapporto 2014 della Regione

Scuola, in Toscana aumentano i «neet»: ragazzi che non studiano e non lavorano

di Cristina Degl'Innocenti - - Cronaca

FIRENZE –  Meno liste d’attesa e più ricettività nei servizi educativi per la prima infanzia in Toscana; diminuzione, sia pure lieve, nelle scuole dell’obbligo (fino alle superiori) degli abbandoni scolastici ma contestuale crescita dei cosiddetti «Neet»: i ragazzi che non studiano, non lavorano né sono impegnati in alcuna attività formativa. È l’identikit dell’istruzione in Toscana, così come emerge dal «Rapporto 2014 su educazione e istruzione in Toscana», voluto dalla Regione Toscana e presentato stamani 20 giugno a Firenze in Palazzo Strozzi Sacrati.

ABBANDONI E NEET – Il rapporto evidenzia una lieve diminuzione sull’abbandono scolastico: un punto in meno sull’anno precedente che dopo tre anni è un primo accenno a scendere. Siamo a un 17,6% e la situazione è comunque molto critica e molto lontana dall’obiettivo UE (scendere sotto il 10%). Lievissima diminuzione anche per il ritardo scolastico (0,3% in meno rispetto all’anno precedente) con una percentuale complessiva del 15,29%. Da notare però che questo ritardo, nella scuola secondaria di secondo grado supera addirittura il 29%. Aumentano purtroppo i «Neet»: siamo al 18,2% con una crescita costante e un aumento, sull’anno precedente, che sfiora i due punti (1,8%). Il dato nazionale per la «generazione Neet» sfiora il 24% (23,9). Sia in Toscana che in Italia la percentuale maggiore di giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione sono ragazze: il 22% in Toscana (il dato nazionale è del 26,1%): almeno 7 punti in più, in Toscana, rispetto ai maschi.

DISABILI E STRANIERI – Studenti con disabilità: una presenza in aumento, a tutti i livelli scolastici, che raggiunge un totale di 9.754 alunni. Nella scuola statale primaria e secondaria sono pari al 2,4% del totale. Gli alunni con cittadinanza non italiana: al primo gennaio 2013 la popolazione straniera in Toscana toccava le 350.761 unità, di queste 47.497 nella fascia scolastica, cioè dai 6 ai 18 anni. Il dato toscano sull’incidenza della popolazione straniera rispetto al totale della popolazione è superiore a quello italiano: 9,5% in Toscana e 7,4% in Italia. La crescita della popolazione straniera continua, anche in Toscana, ad arginare invecchiamento e diminuzione complessiva della popolazione italiana.

SECONDE GENERAZIONI – Quasi il 40% degli studenti stranieri nelle scuole toscane – quattro su dieci – è nato in Italia. La quota degli stranieri di seconda generazione, rispetto al totale stranieri, è andata progressivamente aumentando in tutti gli ordini scolastici, fino ad arrivare al 61,6% nella primaria.

I RESPINTI – Altre informazioni, nel rapporto, sugli esiti negativi. Negli ultimi anni la tendenza è migliorativa: il numero degli alunni respinti diminuisce: la percentuale è passata, in complesso, dal 6,2% al 5,8% per il totale studenti e dal 12,3% all’11,6% per i soli studenti stranieri.

A margine del rapporto, però, manca una riflessione e una fotografia sulla situazione dell’edilizia scolastica Toscana. La marginalità del problema è spesso in Italia il risultato della parcellizzazione delle competenze politiche su aspetti così importanti come la scuola.

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