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Sterminatore di Lastra a Signa, i parenti ringraziano i concittadini per la solidarietà

San Fele, i rilievi dei carabinieri nella casa della famiglia sterminata
San Fele, i rilievi dei carabinieri nella casa della famiglia sterminata

LASTRA A SIGNA (FIRENZE) – Un ringraziamento sentito a «tutta la comunità di Lastra a Signa, che ha voluto esprimere affetto e vicinanza in questo doloroso momento, con la tragica scomparsa di un’intera famiglia». Così hanno scritto in una lettera inviata al sindaco di Lastra a Signa, Angela Bagni, i parenti di Vito Tronnolone. Appena due giorni fa, il 9 agosto, a San Fele in provincia di Potenza, l’uomo ha ucciso la moglie e i figli e poi si è tolto la vita. Da oltre trent’anni la famiglia Tronnolone viveva a Lastra a Signa, ma solitamente d’estate tornava per un periodo di ferie al paese d’origine.

«I familiari ringraziano la comunità di Lastra a Signa – è scritto nella lettera -. Nell’impossibilità di farlo personalmente, i familiari della famiglia Tronnolone – Puntillo, desiderano ringraziare, sentitamente commossi, il sindaco Angela Bagni e, per il suo tramite, tutta la comunità di Lastra a Signa, che ha voluto esprimere affetto e vicinanza in questo doloroso momento con la tragica scomparsa di un’intera famiglia». In rappresentanza del Consiglio comunale, una delegazione andrà a San Fele in occasione del funerali (la data però è ancora da stabilire). Proseguono intanto le indagini degli inquirenti sulla strage della famiglia Tronnolone: al centro resta la pistola, trasportata illegalmente in Basilicata da Vito Tronnolone. Gli investigatori vogliono capire se l’uomo avesse in mente già da tempo di compiere il massacro di sua moglie e dei suoi figli, per poi uccidersi.

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