Auguri Pasqua 2019

La rivoluzione totale del governo, mette in allarme 460 mila precari

Scuola: abolizione delle supplenze. Nuove incertezze per insegnanti e studenti a pochi giorni dalla prima campanella

di Cristina Degl'Innocenti - - Cronaca, Economia, Primo piano

Acronimo sul precariato ad una manifestatzione per la scuola

Acronimo sul precariato ad una manifestatzione per la scuola

FIRENZE – Per chi sperasse che i tifoni, le esondazioni, le piogge torrenziali si fossero un po’ placate a smentirli non si è fatta attendere la recente comunicazione del ministro all’Istruzione Stefania Giannini. Così ecco arrivare l’ennesima «bomba d’acqua»: gelata. A pochi giorni dal suono della prima campanella: in Toscana previsto per il 15 settembre. Questo perché con le nuove dichiarazioni del ministro, dopo il caos e le mobilitazioni di sindacati e precari della scuola degli ultimi giorni, pare proprio che l’inizio dell’anno scolastico 2014-2015 sarà un vero e proprio tormento per studenti e insegnanti. La parola che più ha sconvolto le migliaia di precari della scuola è stata quella che riguarda l’«abolizione delle supplenze», come se fosse quasi una colpa di chi è chiamato ogni anno a fare sostituzioni lunghe e brevi nella scuola.

PRECARI -A nessuno è mai piaciuto fare il precario, ma nell’incapacità dello Stato, con riforme della scuola fatte a metà o mai realizzate la questione delle nomine in ruolo, dei posti vacanti e mai coperti con incarichi definitivi, le liste ad esaurimento che vengono chiamate GAE (Graduatorie ad esaurimento) e poi le seconde e le terze fasce, Concorsi, «concorsoni» e TFA il precariato è quasi una norma. Però, senza nulla togliere all’impegno della Ministra, l’inizio della scuola incombe: e incombono le incognite su migliaia di famiglie, di studenti e di precari della scuola.

Andiamo per gradi. Nel corso dell’intervento del ministro, avvenuto al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, sono emerse frasi più per addetti ai lavori ma che cercheremo di sciogliere per coloro che, fortuna o sfortuna loro, non sono dentro il mondo della scuola.

SUPPLENZE. In questo frangente il ministro ha parlato di organico funzionale e organico di diritto. L’organico funzionale è quello che ogni anno viene assegnato alle scuole per coprire ogni evenienza e attività extra per non ricorrere ad incarichi in itinere. L’organico di diritto è quello che viene assegnato ogni anno in base al numero delle classi e degli iscritti e poi vi è un organico che nel corso dell’anno permette di far funzionare veramente la scuola. Se un insegnante cade e si fa male, ad esempio, la scuola dovrà sostituirlo oppure una maternità e via dicendo. Come fare? Il ministro non ha chiarito.

Le supplenze brevi, per esempio,  sono coperte con insegnanti inseriti nelle graduatorie d’istituto che vengono aggiornate ogni tre anni (l’ultima quest’estate, appunto) e che contano la bellezza di 460mila docenti in tutta Italia. Quello è l’organico non in ruolo che fa funzionare la macchina scuola. C’è da attendere un chiarimento del ministro che si spera possa avvenire nelle prossime settimane. È probabile che il ministero pensi ad una sistemazione più dei precari delle Graduatorie ad Esaurimento che potrebbero avere forse un affidamento a tempo indeterminato. Sarebbe tanto fumo per poco arrosto dopo le parole del ministro che parla addirittura di «uovo di Colombo». Resta l’incertezza per le affermazioni come l’incertezza per le conclusioni che ancora non ci sono. In un paese dove i concorsi sono pochi e quando arrivano non riescono quasi mai a coprire le reali necessità le supplenze anche se sintomo di una precarietà sono, mi si perdoni la contraddizone, una sicurezza.

Dunque si attende a breve maggiori dettagli e nel frattempo, ci si augura, che almeno i precari delle Graduatorie ad Esaurimento e dei vincitori del concorsone in Toscana possano trovare un buon esito, come ha chiesto la Cgil Toscana negli scorsi giorni: 5mila assunzioni in ruolo contro le 2mila previsti dal Miur e a fronte di una necessità di 7mila supplenze annuali. Questi sono fatti e non parole  a effetto.

 

 

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Commenti (1)

  • angelo

    |

    Hai ragione. La riforma della scuola dovrebbe partire da regole chiare per dare un ruolo ed una continuità al personale docente.

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