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Firenze: movida no alcol. Ordinanze per limitare la vendita di birre e cocktail. Il patto per la notte

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movida fiorentina

FIRENZE – Giornata importante quella di oggi per la lotta contro la movida e l’abuso di alcol. in mattinata si è riunita la Giunta comunale, che ha varato una serie di misure di sua competenza, mentre nel pomeriggio, a Palazzo Medici Riccardi, il Prefetto Varratta ha siglato, insieme a tutte le parti interessate, il nuovo patto per la notte. Ma andiamo con ordine.

COMUNE FIRENZE – Il giro di vite contro la movida alcolica è lo scopo di un pacchetto di misure illustrate dal sindaco Dario Nardella, dopo la seduta di Giunta tenuta negli spazi dell’ex ospedale pediatrico Meyer.

– divieto vendita da asporto. Emessa un’ordinanza che pone ai locali limiti sugli alcolici: divieto di vendita ‘da asporto’, in qualunque contenitore, dalle 22 alle 6 e divieto di somministrazione dalle 2 alle 6.

– pacchetti di attività ai turisti. Un altro provvedimento è stato emanato per rendere di fatto illegali quelle agenzie, più o meno fantasma, che propongono ‘pacchetti di attività’ ai turisti, soprattutto a studenti stranieri, facendoli girare per i locali del centro ed inducendoli di fatto all’abuso di alcolici. Le misure riguardano l’area Unesco del centro e il Parco delle Cascine: prevedono multe fino a 1.000 euro e, in caso di reiterazione dell’infrazione, la sospensione della licenza fino a 15 giorni.

– divieto pubblicità e promozioni alcol. Vietata anche la pubblicità e promozioni su alcolici e super alcolici, con multe che fino a 400 euro. «Non si tratta di proibizionismo, siamo i primi a difendere la libertà al divertimento e all’uso di alcolici in maniera consapevole, nel rispetto della legge. Però ogni cosa ha un limite di buon senso» ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, al termine della Giunta. Le disposizioni sulla vendita di alcol, ha spiegato Nardella, sono pensate in particolare per i minimarket, che da anni, «immettono nel centro storico una quantità di alcol che porta all’abuso».

PATTO PER LA NOTTE- sottoscritto oggi a Palazzo Medici Riccardi è un protocollo d’intesa che definisce una serie di regole perché la movida fiorentina possa essere gestita e vissuta nella piena convivenza civile. Hanno firmato l’accordo il prefetto Luigi Varratta, il sindaco Dario Nardella, il presidente del Quartiere 1 Maurizio Sguanci, Andrea Angelini per Confcommercio, Daniele Locchi per Confesercenti, Marco Becattini per C.N.A., Alessandro Vittorio Sorani per Confartigianato e Paras Gogia per il comitato “Botteghe del Centro”. Il patto punta a due obiettivi principali: la tutela del decoro cittadino, che va condivisa tra tutti gli attori del tessuto sociale attraverso la loro sinergia, e la prevenzione degli abusi alcolici. Eccone i contenuti:

– Ambito territoriale di applicazione del Patto: il centro della città è stato suddiviso in 5 aree in base alla presenza dei locali e allo svolgimento della vita notturna: A, una macrozona più centrale, B mercato San Lorenzo- piazza Indipendenza, C borgo San Frediano, D Santo Spirito, E San Niccolò – piazza Poggi – lungarno Serristori.

– Alcol: per prevenire l’abuso, gli esercenti si impegnano a non fare offerte speciali né vendite promozionali di bevande alcoliche e a praticare invece prezzi più bassi degli analcoolici per favorirne il consumo. La somministrazione di bibite e liquori dovrà avvenire dentro i locali o nelle pertinenze legittimate sul suolo pubblico (dehors) e gli esercenti dovranno adoperarsi perché gli avventori all’esterno non creino disagi con i loro comportamenti. Inoltre i titolari dei locali potranno mettere a disposizione dei clienti gli alcol-test promuovendone l’uso soprattutto tra gli avventori più giovani. Potranno anche esporre un cartello con il logo del protocollo per informare gli avventori che aderiscono a questa iniziativa e pubblicizzare il servizio di “chill out” che viene effettuato nel centro notturno U.A.N. (Urban After Night) presso il Centro Java aperto in via Fiesolana.

– Orari, musica e rumori: i locali chiuderanno alle 2 di notte tutti i giorni della settimana, mentre i cosiddetti minimarket si impegnano ad abbassare la serranda alle 24. Suoni e rumori non dovranno essere udibili all’esterno tra le 23 e l’orario di chiusura. Per cui gli esercenti dovranno garantire il rispetto di queste fasce orarie insonorizzando i propri ambienti e avvalendosi degli addetti ai servizi di controllo.

– Addetti ai servizi di controllo: i sottoscrittori del patto si impegnano a dotarsi in forma associata, a partire dalle 23, di queste figure professionali, iscritte nell’apposito registro prefettizio, che per essere ben individuate indosseranno pettorine riportanti il logo del Patto. Gli addetti controlleranno la clientela, anche esterna al locale, per evitare schiamazzi, urla, assembramenti, abbandono di rifiuti, in generale gli atteggiamenti non rispettosi della quiete pubblica. Potranno anche essere dotati di ricetrasmittenti in modo da comunicare da locale a locale svolgendo così un’azione ancor più efficace. In caso di necessità potranno richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

VARRATTA – «Il patto arriva dopo mesi di dialogo – ha spiegato Varratta – c’è stata una forte collaborazione e ringrazio tutti per il grande sforzo messo in campo. Il protocollo ha carattere sperimentale, lo testiamo per qualche settimana, poi vediamo se sarà necessario apportare cambiamenti. Ma sono fiducioso. E’ un’iniziativa unica nel suo genere che vede l’assunzione di responsabilità da parte di tutti i firmatari per garantire una migliore vivibilità. Lo facciamo per Firenze, per chi l’amministra, per chi ci vive e lavora e per i giovani che devono divertirsi in modo consapevole».

FIPE – Positivi anche i commenti dei commercianti. Andrea Angelini, vicepresidente Fipe-Confcommercio Firenze, plaude alla conclusione di un percorso che definisce molto positivo, perché intrapreso con l’obiettivo primario di garantire la convivenza civile e il rispetto delle regole. Adesso, però, secondo la Fipe al Patto per la Notte vanno ‘agganciati’ due aspetti non da poco: intanto, una campagna per prevenire l’abuso di alcol da fare soprattutto nelle scuole, visto che i ragazzi dai 14 ai 17 anni sono maggiormente esposti a questo tipo di rischio. E inoltre è indispensabile un’incisiva attività di controllo per sanzionare chi organizza promozioni all’insegna dello sballo o vende alcol a sconto. Bisogna infine pensare a delle licenze per la vendita di alcol così come avviene per i tabacchi.

– Monitoraggio del Patto: un tavolo coordinato dal prefetto, di cui faranno parte i sottoscrittori dell’accordo, verificherà come procede la situazione, anche per apportare gli eventuali aggiustamenti in corso d’opera.

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