Finmeccanica aspetta offerte vincolanti (da Hitachi e dalla cordata China Cnr-Insigma)

Ansaldo Breda: sfida fra Cina e Giappone per comprare il gruppo di Pistoia

di Domenico Coviello - - Economia, Primo piano

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Uno degli stabilimenti AnsaldoBreda

Uno degli stabilimenti AnsaldoBreda

FIRENZE – L’industria toscana nelle mani dei grandi colossi dell’Asia. Mentre si avvicina il passaggio di acciaierie Lucchini di Piombino in mano al gruppo metallugico indiano da 11 miliardi di dollari Jsw Steel, della dinastia Jindal, l’Ansaldo Breda di Pistoia potrebbe diventare nell’arco di alcuni mesi di proprietà cinese o giapponese.

Giovedì scorso 25 settembre Finmeccanica in un sibillino comunicato ha reso noto, senza fare nomi, che per l’acquisto della società ferroviaria Ansaldo Breda «si procede alla richiesta di offerte vincolanti».

Secondo il giornale francese La Tribune da questa richiesta sarebbero stati scartati il gruppo transalpino Thales e quello spagnolo Caf, dopo che già erano usciti di scena Bombardier, Alstom e General Electric. In lizza per l’acquisizione dell’azienda italiana resterebbero dunque i giapponesi di Hitachi e la cordata cinese formata da China Cnr e Insigma, un gruppo, quest’ultimo, con 10 mila dipendenti e un valore complessivo di 10 miliardi di yuan, pari a circa 1,3 miliardi di euro.

Si parla perciò di una sfida tutta asiatica per rilevare non solo Ansaldo Breda (treni), gravata da perdite di bilancio nell’ordine di centinaia di milioni di euro, ma anche Ansaldo Sts (segnaletica), un «gioiello» redditizio, che Finmeccanica ha inserito nel pacchetto di vendita al miglior offerente al fine di sbarazzarsi di Breda; un’azienda che lo scorso anno ha vinto un appalto da 26 milioni di euro in Cina per realizzare un’innovativa soluzione di tramvia nella città di Zhuhai.

Nel caso in cui le cose dovessero andare così, gli operai e le loro famiglie dovranno sperare nelle condizioni di lavoro loro offerte dai nuovi proprietari asiatici; gli enti locali e la Regione, e i sindacati, si rapporteranno a manager stranieri di aziende internazionali non abituati a un livello di interazioni complesse, come di solito avviene in Toscana, fra le istituzioni e le imprese quando entrano in gioco politiche aziendali di riduzione del personale o licenziamenti tout court.

D’altra parte, come nel caso di Lucchini a Piombino, anche a Pistoia le uniche aziende che finora hanno mostrato un interesse, a quanto sembra particolarmente significativo, per rilevare Ansaldo sono extraeuropee. Nessun altra speranza, al momento, per salvare almeno una parte dei posti di lavoro.

 

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Domenico Coviello

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Giornalista

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