Italia, doppietta e autogol di Chiellini: 2-1 all’Azerbaigian ma con gran fatica. La classifica del girone H

PALERMO – Ha cercato di portar via il pallone della gara, Giorgio Chiellini, protagonista assoluto: autore della doppietta della vittoria dell’Italia, ma anche dell’autogol, beffardo e doloroso come un pugno nello stomaco, per l’improvviso pareggio. Ma soprattutto, l’asso nella manica di un Antonio Conte ancora fortunato, è stato Sebastian Giovinco: il nanetto che non ti aspetti, capace di bucare la ragnatela azera con il precisissimo cross per Chiellini, capace di svettare e di segnare ancora: due a uno. Ma quanta fatica per un’Italia impacciata e impaniata dal modesto ma coriaceo Azerbaigian, chiuso a muro da Berti Vogts, terzino tedesco dei tempi di Beckenbauer e dell’immortale Italia-Germania 4-3 di Messico ’70.
Difficile, certo, spaccare una ragnatela come quella azera, ma l’Italia dei campioni, dei professionisti super pagati, non può lasciarsi imbrigliare com’è avvenuto nel primo tempo. Vero che Pirlo è stato assillato da Dadashow e anche da una marcatura raddoppiata, triplicata e addirittura quadruplicata. Ma è altrettanto vero che sono mancati gli altri centrocampisti: Candreva, De Sciglio e Florenzi sono stati assai poco efficaci. Così come Zaza e Immobile, lo strano tandem d’attacco, ha inciso ben poco. Meglio i difensori, come Chiellini, generosi al punto di trasformarsi in attaccanti per sopperire ala scarsa vena delle punte vere. Ora la trasferta a Malta, lunedì 13. E disfida con la Croazia, giovedì 16, l’altra nazione a punteggio pieno. Ma l’Italia ha un imperativo: crescere. Stavolta ha saputo elevarsi anche grazie a uno che gigante non è: Sebastian Giovinco.
DE SCIGLIO – Bellissimo il colpo d’occhio della stadio Renzo Barbera, praticamente esaurito. Conte smentisce in parte se stesso: non schiera Manuel Pasqual che aveva indicato come titolare certo. Nel ruolo di esterno sinistro c’è De Sciglio. Berti Votgs, antico terzino tedesco alla guida dell’Azerbagian, schiera una formazione assai prudente. Soprattutto sottopone Pirlo alla marcatura stretta di Dadashow, nel tentativo, abbastanza velleitario, di bloccare il regista azzurro. E impedirgli d’impostare il gioco. Difficile muoversi anche per Darmian e De Sciglio. E’ fitta la ragnatela azera.
PIRLO – L’Italia prende subito l’iniziativa, ma Zaza e Immobile, ripetutamente serviti, stentano a trovare lo spiraglio giusto.I ripetuti lanci lunghi di Pirlo e Bonucci finiscono spesso in zona morta o fra le braccia del portiere Agayev. Conte ha gesti di stizza, ma dovrebbe capire che gli azzurri sono finiti nella rete predisposta da quella vecchia volpe di Vogts: fasce intasate e area di rigore blindata. Difficile infilarsi e far breccia. Soffre Pirlo: Dadashow non lo molla un attimo, solo quando va a battere i calci d’angolo. E proprio in una di queste occasioni (25’) Bonucci si avvita bene ma il suo colpo di testa non riesce ad andar dentro. Conte cerca di bucare la compattissima difesa avversaria mandando spesso avanti Bonucci. Ed è proprio lui, meno marcato, a trovarsi in zona gol. Servito da Immobile (30’), Bonucci viene anticipato ma reclama il fallo di mano di un avversario.
CHIELLINI – Pirlo non riesce a giocare, s’innervosisce e viene ammonito. Gli azeri reclamano addirittura la sua espulsione. Ovvio: è l’avversario che temono di più, il regista azzurro. Dopo Bonucci ci prova Ranocchia (36’) ma il suo colpo di testa non trova il bersaglio. Immobile e Zaza non si vedono: diciamo non pervenuti. Così come faticano molto Florenzi, Marchisio, De Sciglio e Darmian. Sembra che vadano a sbattere ripetutamente contro un muro. Pirlo (42’) si trova quasi ingabbiato da quattro avversari: riesce a tenere il pallone e a conquistare il calcio di punizione. Poi è calcio d’angolo: batte ancora Pirlo e stavolta è Chiellini (44’) a provarci e ad anticipare di un soffio l’uscita di Agayev. Rischia un gran pugno in faccia, Giorgio, ma invece è lui a darlo, metaforicamente, con il preciso colpo di testa. E’ il gol cercato e sofferto. Partita finalmente sbloccata.
PASTICCIO – Sfiora il raddoppio, l’Italia, al 2’ minuto della ripresa: la spettacolare rovesciata acrobatica di Zaza finisce fuori di un metro. Forse meno. L’Azerbaigian resta ancora coperto. Anche Vogts cambia un po’ le carte in tavola: prima toglie Qirtimov per Ramardanov e, soprattutto, fa uscire Dadashow, il francocobollatore di Pirlo, inserendo Nuseynov. Ma la musica non cambia. Italia sempre in avanti: Zaza e Immobile ci provano e ci riprovano, ma senza precisione e, anche, senza fortuna. Nel grigiore generale degli azeri si distingue solo Sadygov: ma è l’unico che gioca in mezzo ai tanti che randellano. Sembra un predicatore nel deserto. Esce Pirlo (27’), standing ovation per lui, sostituito da Aquilani. Improvvisamente la doccia fredda: innocuo calcio d’angolo azero, Chiellini e Buffon fanno a chi pasticcia di più e mandano incredibilmente il pallone in porta. Autogol di Chiellini (31’). Oh no! Uno a uno. Pazzesco! L’Azerbaigian non ha mai provocato pericoli e si trova in gol!
GIOVINCO – E’ imbufalito, Antonio Conte. Gioca la carta disperata: Giovinco. Che affianca Immobile e Zaza. Quindi altro cambio: dentro Candreva e fuori Darmian. Ma è Sebastian Giovinco il jolly: infatti nell’ennesimo assalto tiene il pallone sulla destra dell’area azera, alza la testa, vede sbucare la testa di Giorgio Chiellini e pennella un magnifico pallone per lui, che stacca ancora e la infila nell’angolo alto, alla sinistra di Agayev. E’ gol: due a uno. Tre gol, doppietta e autorete: tutto firmato da Chiellini. Non basta. Segna ancora l’Italia, con Immobile, ma l’azione è viziata da una manata di Zaza ad Agayev in uscita. Gol annullato. Giustamente. Quindi è show di Giovinco: che arpiona il pallone in difesa, controlla bene, e parte in una discesona seminando tre-quattro avversari e arrivando fino all’area azera. Dove l’azione si perde. Ma è stato un gesto tecnico spettacolare. Che non finisce lì: perché Sebastina, difficilissimo da prendere, riparte, arriva vicino alla porta, lascia partire un bel tiro che va sbattere sulla traversa. Peccato. Finisce così. L’Italia vince: ma con troppa sofferenza considerato il livello assai basso dell’avversario. A Malta, ma soprattutto nel confronto diretto per la supremazia del girone, con la Croazia (16 ottobre), ci vorrà altro gioco. E un attacco ben più incisivo.
Tabellino
ITALIA (3-5-2): Buffon; Ranocchia, Bonucci, Chiellini; Darmian (nel st dal 36’ Candreva), Florenzi (nel st dal 32’ Giovinco), Pirlo (nel st dal 27’ Aquilani), Marchisio, De Sciglio; Zaza, Immobile. All.: Conte
AZERBAIGIAN (4-2-3-1): Agayev; Allahverdiyev, Guseynov, Sadygov, Qirtimov (nel st dal 1’ Ramardanov); Abdullayev, Qarayev; Armiguliyev (nel st dal 41’ Nadyrov), Nazarov, Dadashow (nel st dal 14’ Nuseynov); Aliyev. All.: Vogts
Arbitro: Gocek (Turchia)
Marcatori: nel pt al 44’ Chiellini: nel st al 31’ (autogol) e al 37’ Chiellini
Ammoniti: Dadashow, Pirlo, Zaza,Sadygov
Qualificazioni per l’Europeo 2016
Girone H
Italia-Azerbaigian 2-1
Bulgaria- Croazia 0-1
Malta-Norvegia 03-
Classifica
PT G V N P GF G Italia 6 2 2 0 0 4 1 Croazia 6 2 2 0 0 3 0 Norvegia 3 2 1 0 1 3 2 Bulgaria 3 2 1 0 1 2 2 Azerbagian 0 2 0 0 2 2 4 Malta 0 2 0 0 2 0 5

Pierluigi
Nonostante il gioco a zona e le varie tattiche del 4-3-3, 3-5-2 e simili, quando la squadra avversaria sta sempre dietro la linea del pallone e ti fa la marcatura ad uomo, per qualunque squadra diventa difficile realizzare reti.
Comunque anche questa nazionale non è eccelsa, la media dei giocatori è al limite del 6. Grave l’errore di Marchisio nel primo tempo.
Speriamo in un seguito della coppia Zaza-Immobile, che sembra aver esaurito lo sprint delle precedenti partite, a parte che erano amichevoli.
Con Malta non ci dovrebbero essere problemi (sarebbe davvero grave), ma con la Croazia la vedo dura.
Auguroni………………..