L'intervento del segretario Riccardo Cerza

Sanità in Toscana: la Cisl dice no ai super ticket annunciati dal governatore Rossi

di Rebecca Romoli - - Cronaca, Economia

L'ospedale di Careggi

L’ospedale di Careggi

FIRENZE -«Caro presidente Rossi, stai sbagliando, chi va in ospedale ci va perché malato» così il Segretario Generale della Cisl Toscana, Riccardo Cerza, commenta l’ipotesi del Governatore della Toscana Enrico Rossi di introdurre i ticket anche per i ricoveri ospedalieri e per gli interventi chirurgici.

«Non imbocchiamo una china che ci porterebbe a smantellare la sanità pubblica» continua Cerza.
Un’ipotesi quella di introdurre i ticket per i ricoveri e gli interventi che andrebbe contro il principio che sta alla base della riforma sanitaria del 1978 e come Cerza sottolinea che «distingue l’Europa dal resto del mondo. Non possiamo metterlo a rischio rincorrendo, sotto la pressione dei conti economici, una vecchia demagogia di sinistra che vuol risolvere tutti i problemi facendo pagare i ‘ricchi’. Anche perché, finché l’Italia avrà 150 miliardi di evasione fiscale i ‘ricchi’ saranno sempre gli onesti, per lo più lavoratori dipendenti e pensionati, da cui già proviene la gran parte degli introiti Irpef!».

Dal segretario Cerza, arriva anche l’apprezzamento per l’impegno sulla spending review che vuole ridurre da 16 a 3 le Asl arrivando ad un unico Estar per gli acquisti.
«Bisogna poi che Rossi abbia il coraggio di mettere a dieta la burocrazia regionale ormai insostenibile – aggiunge Cerza -. La Toscana, a fronte di 2427 lavoratori non dirigenti ha la bellezza di 168 dirigenti, pari a 1 ogni 14. Un rapporto che nessuna azienda privata si sogna di avere. Finora invece ad essere colpiti sono stati soprattutto i lavoratori, se è vero che la sanità toscana, dal 2011 al 2013, ha risparmiato 88 milioni di euro sulla componente lavoro».

L’ipotesi dei ticket-operazione non convince neanche Sinistra Ecologia e Libertà che secondo le parlamentari toscane Alessia Petraglia e Marisa Nicchi «I superticket paventati dal presidente Rossi sui ricoveri e le prestazioni ospedaliere non possono essere la risposta ai tagli lineari del Governo. E’ giusto prevedere forme di partecipazione alla spesa sanitaria in ragione del proprio reddito, ma andare a toccare l’ospedalità gratuita apre di fatto la strada allo smantellamento del sistema sanitario toscano, un punto di riferimento a livello nazionale, in favore di un modello di sanità di stampo statunitense, sempre meno pubblica e sempre più privata».

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Rebecca Romoli

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Giornalista
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