Accusati rispettivamente di corruzione e diffamazione

Inchiesta P3: rinviati a giudizio Verdini e Cosentino

di Redazione - - Cronaca

Nicola Cosentino e Denis Verdini

Nicola Cosentino e Denis Verdini

ROMA – Il senatore toscano Denis Verdini e l’ex sottosegretario all’economia Nicola Cosentino, entrambi del Pdl, sono stati rinviati a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta «P3», l’organizzazione sorta – secondo l’accusa dei magistrati di Roma – per condizionare gli organi dello Stato. Dovranno affrontare un processo la cui udienza è stata fissata per il 5 febbraio prossimo, davanti alla nona sezione penale del tribunale di Roma.

Lo ha deciso il gup di Roma, Paola Della Monica, che ha anche stralciato la posizione di Marcello Dell’Utri in attesa che il governo del Libano decida in merito al via libera per l’estradizione.

Verdini – già coordinatore nazionale del Pdl – è accusato di corruzione, Cosentino di diffamazione e violenza privata. Il procedimento, al momento, viaggerà parallelo a quello che vede imputati, sempre per questa vicenda, altre 17 persone tra cui l’uomo d’affari Flavio Carboni, il giudice tributario Pasquale Lombardi, l’imprenditore Arcangelo Martino, l’ex primo presidente della Corte di Cassazione Vincenzo Carbone.

Le accuse all’ex coordinatore del Pdl si riferiscono ai rapporti intercorsi con l’imprenditore Carboni, nella parte dell’inchiesta che riguardava il business dell’eolico in Sardegna. Le accuse a Cosentino, invece, si riferiscono alla pubblicazione di notizie false sull’attuale presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. Le notizie erano stato diffuse su un blog per screditare Caldoro in vista delle elezioni regionali del 2010. All’ex sottosegretario è contestato anche l’aver «compiuto atti diretti a costringere» sempre Caldoro a rinunciare alla propria candidatura.

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