Multe autovelox e telelaser: occhio allo scontrino, se i dati non tornano la sanzione può essere annullata

Telelaser
Telelaser

Importante pronuncia della Cassazione sul tema sempre controverso delle multe per infrazioni accertate con autovelox e telelaser. Con l’ordinanza n° 22883/14 depositata il 29 ottobre presso la VI Sezione Civile – 2, il Supremo Collegio ha infatti sancito la nullità di una multa data con telelaser qualora l’ora dello scontrino del rilevatore elettronico e quella riportata sul verbale non coincidano.

CASSAZIONE – Ad essere graziato dalla Corte è stato un motociclista che aveva ricevuto una multa per eccesso di velocità rilevata con il telelaser. Lo stesso motociclista aveva però rilevato che c’era una differente indicazione dell’ora dell’infrazione sullo scontrino del telelaser rispetto a quella sul verbale. Il ricorso ha avuto successo. La Cassazione ha infatti deciso che «la nullità della multa scatta perché, in casi come questi, il verbale non descrive correttamente tempi e modalità dell’infrazione, lasciando incertezza nell’automobilista e rendendogli impossibile difendersi».  Quando si viene multati per un’infrazione rilevata con il telelaser, è opportuno quindi verificare gli orari su scontrino e verbale: nel caso non coincidano, si può fare ricorso presso il Giudice di pace con la certezza sostanziale di vincere la causa e vedersi quindi annullata la multa e i relativi punti di penalizzazione sulla patente.

AUTOVELOX – Non è la prima volta che negli ultimi tempi la Cassazione pone limiti a multe date con l’ausilio di apparecchi elettronici. Pochi mesi fa, infatti, la stessa Corte s’era espressa sulla nullità della multa per eccesso di velocità, accertato con l’ausilio dell’autovelox, che è stata considerata nulla se il segnale del limite di velocità posto prima di un incrocio non sia ripetuto dopo l’incrocio stesso. Questa situazione era stata esaminata con l’ordinanza n.11018/14 del 20 maggio 2014, che confermava il principio secondo cui, quando viene imposto un limite di velocità che abbassa quello previsto per il tipo di strada, lo stesso limite deve essere ribadito con un segnale apposito dopo ogni incrocio, altrimenti diventa inefficace. Quindi, se un guidatore trova prima un limite, poi attraversa un incrocio e infine incappa in un autovelox, non potrà essere sanzionato. Un altro di quei casi nel quale il ricorso contro una multa è virtualmente sempre vincente di fronte ai giudici di pace.

SEGNALE – Il caso specifico era relativo ad un automobilista calabrese a cui era stato contestato un eccesso di velocità, accertato con l’autovelox. La Corte ha accolto il suo ricorso, sentenziando che: «Va ritenuto che la mancanza della ripetizione del segnale poteva indurre il conducente a credere che la riduzione del limite di velocità disposta prima dell’intersezione fosse venuta meno, giacché il coordinamento tra l’art. 119 e l’art. 104 del Regolamento è da formulare nel senso che il limite di velocità imposto da un segnale cessi, per effetto del segnale di fine del limite, solo se ci si trova in presenza di un tratto di strada continuo».

Continua dunque la battaglia fra cittadini e  autorità per le multe affibbiate con l’ausilio di autovelox o telelaser; la giurisprudenza della Corte di Cassazione ha posto in questi ultimi anni numerosi limiti alla possibilità di accertamento delle infrazioni con lo strumento telematico, riducendone praticamente di molto gli effetti deterrenti.

autovelox, cassazione, multe, telelaser

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

Firenze Post è una testata on line edita da Toscana Comunicazione srl
Registro Operatori della Comunicazione n° 23080