A una settimana dalla bomba d'acqua

Maltempo a Carrara: morta in ospedale la donna salvata dall’alluvione. Intanto riaprono negozi e uffici

di Redazione - - Cronaca

I manifestanti in piazza   a Carrara

I manifestanti in piazza a Carrara, domenica 9 novembre, per protestare contro le autorità

CARRARA – Sopravvissuta la scorsa settimana all’alluvione di Carrara, una donna di 62 anni è morta lunedì 10 novembre all’ospedale di Pisa, per un aneurisma cerebrale. La signora era rimasta bloccata per due giorni nella propria abitazione a Carrara con la madre di 88 anni, dopo il crollo dell’argine del fiume Carrione.

Le due erano state tratte in salvo dopo l’allarme dato dal padrone di casa. Intanto, da stamani 11 novembre, riaprono i negozi e gli uffici a Marina di Carrara nelle zone che non insistono sul Carrione. Le «misure di evacuazione – fa sapere il Comune – delle abitazioni per i piani terra, e la chiusura di uffici pubblici e privati e attività produttive permangono» in alcune strade vicine al corso d’acqua.

Sortisce i primi effetti intanto la protesta dei 200 lavoratori delle 20 segherie isolate perché è franata la strada d’accesso. Chiedono che sia costruita una strada alternativa. E oggi la prefettura ha dato l’ok per realizzare la strada di emergenza per permettere ai camion di raggiungere le 20 aziende che hanno sede lungo l’argine del fiume esondato la settimana scorsa. Una ruspa ha già aperto un varco per realizzare la via di emergenza nel parco di Villa Ceci. La nuova strada si svilupperà per un chilometro parallelamente all’autostrada A12 Genova-Rosignano e si immetterà nella viabilità rimasta intatta dopo l’esondazione. Per realizzarla si prevedono dieci giorni di lavoro. Scuole chiuse, infine, anche oggi a Carrara, Massa e in Versilia. Nel Pisano passata senza problemi la piena del Serchio. Una frana si è invece verificata a Quercianella.

Da Firenze, invece, è arrivato l’annuncio che per le 215 opere di mitigazione del rischio idraulico in tutta la Toscana, considerate di estrema urgenza, e per le quali il governatore toscano Enrico Rossi è commissario, i cronoprogrammi dovranno essere pronti entro venerdì prossimo 14 novembre. Obiettivo: appaltare presto i lavori e far partire i cantieri entro gennaio 2015.

Sono le decisioni emerse nel corso di una riunione svolta oggi tra la Regione e gli enti attuatori dei lavori. Presenti Rossi, l’assessore all’Ambiente Anna Rita Bramerini, spiega una nota, e circa 80 enti tra Comuni, Province e Consorzi di Bonifica. «Lo stato di emergenza ormai è costante – ha detto Rossi – e sta diventando una vera e propria emergenza democratica. I cittadini non capiscono come lavoriamo, non hanno fiducia nelle istituzioni. Per intervenire non si possono aspettare i tempi delle normali procedure burocratiche e quando qualcosa accade non è tempo di scaricabarile». Rossi ha quindi illustrato, con l’aiuto dei tecnici regionali, la decisione di individuare le 215 opere urgenti da avviare subito, grazie alla modifica della legge regionale sulla Protezione civile, che recepisce alcune novità in materia introdotte dallo Sblocca Italia. «Abbiamo bisogno di cambiare radicalmente le politiche di governo del territorio – ha aggiunto – farò ricostruire con le aerofotogrammetrie regionali la sequenza dello sviluppo della cementificazione nella nostra regione e parallelamente la sequenza delle alluvioni così come si sono verificate. Sono certo che nella maggior parte dei casi le due cose si sovrappongono».

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