Una sentenza che non potrà non incidere sui futuri bandi

Concorsi pubblici: illegittimo il limite massimo d’età. Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

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BRUXELLES – Cercasi coadiutore amministrativo, massimo di 35 anni. Cercasi coordinatrice di segreteria tra 28 e 35 anni. Cercasi autista massimo di 50 anni. Queste inserzioni sono destinate a sparire. Porre limiti anagrafici alle ricerche di lavoro è illegale. La Corte di giustizia europea ha ribadito questo principio per il settore pubblico. La sentenza è stata appena depositata e riguardava i limiti di età per un concorso spagnolo riservato ad agenti di polizia municipale. Ha stabilito l’illegittimità delle soglie anagrafiche nel mondo del lavoro, pubblico e privato.

Eppure sappiamo che molte istituzioni pubbliche, anche in Italia, continuano a pubblicare bandi con i limiti di età bene in evidenza. Tutto era nato da un ricorso che un cittadino spagnolo aveva inoltrato contro un bando di concorso che stabiliva a 30 anni il limite anagrafico di partecipazione per un posto di agente di polizia locale, oltre al superamento di determinate prove. La Corte di giustizia di Lussemburgo gli ha dato ragione e la sua sentenza-principio farà giurisprudenza in tutti i paesi della comunità europea, quindi anche in Italia. anche da noi molti concorsi pubblici prevedono un limite massimo di partecipazione, soprattutto per motivi di efficienza fisica (agenti, vigili del fuoco, vigili urbani ecc.). Se proprio si vogliono stabilire dei limiti di età d’ora in avanti questi devono essere giustificati da dati scientifici utili a dimostrare l’assoluta necessità dei limiti stessi. Anche se, come nel caso trattato, per un agente di polizia si tratti di manifestare capacità di usare la forza fisica per l’esercizio della sicurezza, ciò non giustifica che una persona anche più avanti negli anni non ne sia ugualmente capace. Insomma, secondo la Corte di Lussemburgo, i limiti di età sono un criterio eccessivo e, soprattutto, discriminatorio, punitivo nei confronti di altri cittadini titolari delle medesime capacità a prescindere dall’età.

E a questi principi occorrerà che anche il nostro apparato pubblico si adegui alla svelta, modificando i bandi di concorso che verranno pubblicati d’ora in poi.

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