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La legge di stabilità all’esame di Bruxelles: pagella per Renzi a marzo

Buxelles, sede della Commissione Ue
Buxelles, sede della Commissione Ue

Dopo l’approvazione notturna, con una rassicurante maggioranza, il Governo si appresta a difendere presso la Commissione europea i contenuti della legge di stabilità, che dovrebbe dare, insieme alle riforme in cantiere, quello slancio all’economia e quel rinnovamento dell’amministrazione che Bruxelles ha chiesto più volte ai nostri esecutivi. Abbiamo già fornito alcuni elementi in merito alle principali novità che via via sono state introdotte nel provvedimento,da ultimo con il maxiemendamento del Governo approvato dalla Camera. In pillole si tratta di questo: aumento Tasi congelato, 80 euro stabilizzati, Tfr in busta paga, credito di imposta Irap per i lavoratori autonomi e fondi pensione sono le ultime modifiche alla legge di stabilità 2015, licenziata ieri.

Vediamo nel dettaglio le misure, in attesa di verificarne la portata.

BONUS 80 EURO E BONUS BEBE’:  Diventa strutturale il bonus Irpef di 80 euro introdotto dal Dl 66/2014 per i lavoratori dipendenti con un reddito fino a 26mila euro. Sono stati modificati, rispetto al testo uscito dal Consiglio dei ministri, i limiti di reddito per il bonus bebè. L’assegno di 960 euro all’anno per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, sarà concesso se l’ISEE familiare non supera i 25mila euro. E raddoppierà se l’indicatore resta sotto i 7mila euro. La Stabilità stanzia poi 45 milioni nel 2015 per la concessione di buoni acquisto da mille euro per le mamme che hanno almeno quattro figli e un Isee fino a 8.500 euro. I presupposti per la maturazione del diritto al ‘bonus’ sono tre e sono legati alla tipologia di reddito prodotto, alla sussistenza di un’imposta a debito dopo aver apportato le detrazioni per lavoro, nonché all’importo del reddito complessivo. Anche per l’anno 2015 sarà consentito l’inserimento in busta paga di un credito d’imposta pari a 960 euro annui se il reddito complessivo del percettore è inferiore o uguale a 24mila euro. Qualora il reddito complessivo fosse d’importo superiore a tale cifra, ma comunque nel limite di 26mila euro, il credito verrà ridotto proporzionalmente.

BONUS EDILIZIA: Confermato il credito di imposta per i lavori di recupero abitativo e di efficientamento energetico ai livelli massimi rispettivamente del 50% e del 65%. La novità rilevante apportata dal passaggio alla Camera (il testo in questa parte non è stato modificato al Senato) è la conferma dell’incentivo nel 2015 al livello del 65% anche per i lavori di prevenzione antisismica che già godevano di questo beneficio lo scorso anno, ma erano stati riportati al livello del 50% dal disegno di legge di stabilità varato dal governo.

NIENTE LOCAL TAX, TASI E IMU INVARIATE : Misura inserita per evitare il maxi aumento delle tasse sulla casa nel 2015, che sarebbe arrivato con l’innalzamento previsto del tetto al 6 per mille per Imu e Tasi (il tetto del 2,5 per mille per la Tasi sulla prima casa valeva solo per il 2014). In pratica, la proroga al 2016 degli aumenti delle aliquote Imu e Tasi previsti dalla legge di stabilità dello scorso anno. Il tutto in attesa che venga istituita la nuova tassa comunale unica (local tax).

TFR IN BUSTA PAGA : Per i lavoratori del settore privato che ne fanno richiesta è prevista l’anticipazione del Tfr in busta paga in via sperimentale nel periodo 1° marzo 2015-30 giugno 2018. Per quel che riguarda il regime fiscale delle quote erogate si prevede la tassazione ordinaria senza quindi la più favorevole tassazione separata prevista sulle liquidazioni erogate a fine carriera. È poi innalzata dall’11,5 al 17% l’aliquota sulla rivalutazione del trattamento di fine rapporto.

CREDITO IRAP PER LAVORATORI AUTONOMI: Previsto per i soggetti Irap privi di dipendenti e dunque senza costo del lavoro, un credito d’imposta Irap del 10% al fine di recuperare quanto sottratto con l’abolizione del taglio dell’aliquota dal 3,9 al 3,5%.

NUOVE PARTITE IVA: Il nuovo regime semplificato dei forfettizzati non sarà accessibile ai dipendenti che hanno un reddito prevalente rispetto a quello autonomo e complessivamente superiore ai 20mila euro. È l’ultima novità introdotta dal Senato al regime che dal 1° gennaio 2015 andrà a sostituire quello dei minimi. L’aliquota della sostitutiva di Irpef, Ires, Irap e Iva passa dal 5% al 15% ma non più per un periodo limitato nel tempo. Il piatto forte del regime sono le semplificazioni degli adempimenti, mentre resta meno appetibile lo sconto sul minimale contributivo.

FONDI PENSIONE E CASSE PREVIDENZIALI: Previsto anche il riconoscimento di un credito di imposta, rispettivamente del 9 e del 6%, ai fondi pensione e alle casse di previdenza, calcolati sui rendimenti degli investimenti effettuati in economia reale. Il credito serve a compensare l’aumento della tassazione previsto per i fondi pensione dall’11,5% al 20% e per le casse dal 20% al 26%. Tra le altre modifiche viene ridotto il taglio ai patronati dai 150 milioni iniziali a 35 milioni. Ripristinati 30 milioni per incentivare la contrattazione di secondo livello.

CANONE RAI CONGELATO: Il canone Rai viene congelato per tutto il 2015, con l’obbligo di mantenerlo ai livelli 2014 (113,50 euro). La misura, prevista nel maxi-emendamento del governo, viene dopo che per tutto l’iter di approvazione della legge di Stabilità il tema della Rai è più volte entrato e uscito. All’inizio, per contrastare l’evasione della tassa, si era parlato della possibilità di legare il canone alla bolletta energetica. Poi la misura è stata (momentaneamente) accantonata, vista la complessità della materia. Il congelamento del canone è adottato in vista di una revisione complessiva della normativa sulla tv pubblica.

Nelle intenzioni del  Governo queste misure dovrebbero dar respiro all’economia e rilanciare i consumi, ponendo in prospettiva le basi per il rilancio dell’occupazione, con l’integrazione delle nuove regole disposte con il Jobs Act. A proposito del quale il Ministro Poletti ha anunciato che i decreti di attuazione, che dovrebbero renderlo concreto, sono già quasi pronti. Ma sarà importante vedere quali saranno le valutazioni che usciranno dall’esame della Commissione europea, previsto per il prossimo mese di marzo. I presupposti sono favorevoli, così come le intenzioni del Presidente Juncker, nonostante alcuni contrasti con il nostro premier Renzi, che peraltro sembrano sanati. Ma i burocrati della Commissione faranno un esame della nostra finanziaria e delle nostre riforme senza particolari sconti. E in caso di responso negativo sarebbero dolori.

commissione UE, esame, stabilità


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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