Terrorismo: anche in Italia massima allerta. Livello Charlie (che non è il giornale satirico)

L'operazione antiterrorismo a Vervier in Belgio
L’operazione antiterrorismo a Verviers in Belgio

ROMA – Dopo i fatti di Parigi e di Verviers, in Belgio, dopo i video e le minacce postate sul web da Isis e Al Qaida, che hanno interessato anche alcune città italiane, in particolar modo Roma e Pisa, è salito il livello d’allerta antiterrorismo anche in Italia. Il ministro Alfano ha precisato che non ci sono segnalazioni di atti imminenti, ma ha confermato la massima attenzione. Mentre il ministro Gentiloni – reduce dalla smentita (poco convincente) del pagamento di un riscatto per il rilascio delle due cooperanti –  intervistato da una Tv nazionale ha affermato che l ‘allarme terrorismo in Italia “e’ ora 7 su 10”. Esprimendosi in modo non tecnico, ma tale da farsi capire al pubblico, ha voluto confermare comunque quanto detto in precedenza da Alfano.

ALLARMI – È sicuramente vero che non ci sono allarmi specifici, ad esempio per il Vaticano, che è considerato il bersaglio più probabile dei terroristi. Ma sta di fatto che, a partire dall’8 gennaio, il livello di sicurezza (per gli obiettivi maggiormente sensibili, come quelli militari) è stato innalzato un grado sotto l’allerta massimo DELTA, che si raggiunge quando un attacco è in corso. Due circolari, una del Ministro Angiolino Alfano e l’altra del Capo della Polizia Alessandro Pansa, hanno sollecitato prefetti e questori a rafforzare la vigilanza su oltre tredicimila obiettivi. La fondatezza di quest’allarme è stata confermata indirettamente anche dalla circostanza che due jihadisti, sopravvissuti all’azione delle forze speciali belghe a Verviers, si stavano dirigendo proprio in Italia per trovare rifugio.

TOSCANA – Per tornare all’ambito toscano, il prefetto di Firenze, Luigi Varratta, ha disposto il rafforzamento su obiettivi sensibili quali la sinagoga, l’ambasciata americana, il consolato e l’istituto di cultura francese, giornali e sedi tv, stazioni e aeroporti. Altrettanto ha fatto il prefetto di Pisa, Attilio Visconti,  rivolgendo ovviamente una particolare attenzione alla piazza dei Miracoli e alla Torre di Pisa. Nessuna sorpresa; anch’io da prefetto di quella città, dopo l’attentato alla torri gemelle del 2001, feci altrettanto. Adesso si è aggiunta anche la richiesta di metal detector all’ingresso della Torre per controllare meglio gli ingressi dei visitatori. Le vigilanze sono state raddoppiate e nelle forze dell’ordine sono state congelate richieste di ferie e permessi.

ALLERTA – Ma quali sono i livelli di allerta, che vengono normalmente attivati sulla base delle informazioni della nostra intelligence e che possono essere diramati a livello nazionale, come in questo caso, oppure limitati a qualche città per la quale si temono particolari rischi? Le indicazioni e le denominazioni generali seguono quelle USA, adottate a livello internazionale:

ALFA: situazione in cui c’è una piccola e generica attività terroristica di tipo non prevedibile. Gli enti preposti manterranno al corrente il personale del fatto che esistono possibili minacce e vengono impiegate procedure standard di sicurezza, eventualmente revisionate secondo i casi;

BRAVO: situazione con minaccia terrorista piuttosto prevedibile. Le misure di sicurezza prese dagli enti incaricati possono interessare le procedure di controllo e il personale in generale.

CHARLIE (niente a che vedere con Charlie Hebdo, significa solo lettera C): situazione in presenza di forti indizi di attacco terroristico in preparazione o quando rapporti dell’intelligence avvisano di una attività terroristica imminente.

DELTA: situazione in presenza di un attacco terroristico in corso o appena avvenuto. Lo stato DELTA viene adottato di solito solo nelle aree che sono molto vulnerabili o sono state appena attaccate.

Anche nel 2001, subito dopo l’attacco alle Torri gemelle, il Ministero dell’interno diramò l’allarme bravo, intermedio, per tutti gli obiettivi civili sensibili, cioè collegati ad interessi statunitensi ed occidentali. Allarme delta, il massimo livello dopo alfa, bravo e charlie, per quelli militari. Analoga situazione oggi:  allarme intermedio per gli obiettivi sensibili, più alto per quelli strategici e militari.

INTELLIGENCE – Per il momento credo che possiamo essere fiduciosi. Facciamo affidamento su intelligence, apparato di forze dell’ordine e magistratura molto affidabili. Gli italiani vantano una tradizione e un’abitudine al  controllo del territorio e quindi alla prevenzione che altri paesi non hanno. Anche rispetto alla Francia, dove si sono manifestate falle nell’apparato d’intelligence. Questo anche perché il  numero dei cittadini musulmani da controllare in Italia è molto inferiore rispetto, ad esempio, a Francia e Regno Unito.  E perché siamo riusciti a conservare, almeno finora, modalità e pratiche di controllo del territorio efficaci, sperimentate negli anni della lotta al  terrorismo e alla criminalità  mafiosa.

I nostri servizi ritengono che l’Italia possa svolgere un ruolo di “utile retrovia per organizzare la logistica delle cellule”. Si pensa dunque che anche nel nostro paese queste organizzazioni siano in grado di reperire luoghi tranquilli dove ospitare le persone in sonno, dove allacciare rapporti e creare le condizioni per procurare documenti, armi, vie di fuga. Dopo gli ultimi avvenimenti è in atto un serrato monitoraggio da parte degli apparati antiterrorismo su più di cento nomi, tra cui diverse guide spirituali islamiche, segnalati come potenziali jihadisti o fiancheggiatori. Si sta cercando di approfondire se esistano contatti e lcoperture anche nel nostro Paese. Sotto la lente di Antiterrorismo e Ros soprattutto la possibilità che jihadisti attualmente sul territorio italiano possano aver stabilito contatti operativi con le organizzazioni terroristiche in attività in Libia e in Tunisia, frange jihadiste vicine ad ‘Al Qaida nel Maghreb’ (Aqmi). Dal primo gennaio sono stati già espulsi dieci sospetti di aver legame con il terrorismo, che si aggiungono ai tredici del 2014. Sono maghrebini, balcanici, mediorientali che vivevano soprattutto in Lombardia, in Veneto. Sono già stati rispediti a casa

ANFP – Proprio al fine di poter svolgere ancor meglio quest’attività l’Associazione dei funzionari di polizia (ANFP) ritiene indispensabile potenziare nell’immediato gli uffici investigativi, al fine di intensificare ulteriormente l’attività preventiva e di intelligence, garantendo ancor più la possibilità di svolgere efficacemente intercettazioni preventive, anche di tipo telematico, attraverso la strumentazione necessaria e la copertura delle spese relative.

SPATARO – Proprio oggi, 17 gennaio,  il procuratore capo di Torino, Armando Spataro, che in passato ha condotto inchieste contro il terrorismo, ha affermato: “Certo, tutto il mondo è esposto a un certo tipo  di rischio, ma i cittadini devono sapere che qui in Italia fortunatamente abbiamo un apparato di polizia efficiente. Non c’è ragione di generare allarmi“.  A conferma che le nostre Autorità tengono ben alta la guardia  per difendere noi e tutta l’Europa da attacchi micidiali come quelli che hanno colpito, dopo il 2001, la Spagna, l’Inghilterra e la Francia.

AGGIORNAMENTO DEL 23 LUGLIO 2016, dopo gli attentati di Nizza e Monaco di Baviera: Allerta 2

 

allarme, Sicurezza, terrorismo


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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