L'anniversario

Giorno della Memoria: la Shoah e un’Europa disunita 70 anni dopo Auschwitz

di Domenico Coviello - - Cronaca, Cultura, Lente d'Ingrandimento

Birkenau, lo stagno dove venivano gettate le ceneri dei corpi cremati dei deportati

Birkenau, lo stagno dove venivano gettate le ceneri dei corpi cremati dei deportati

C’è uno stagno d’acqua nera. È laggiù in fondo al campo di sterminio nazista di Birkenau, ad Auschwitz. Saranno forse i riflessi del cupo cielo d’inverno a renderlo scuro. O sono forse le ceneri di migliaia e migliaia di uomini, donne e bambini, impastate con la terra e il fango. Lì, in quel piccolo specchio d’acqua ferma che esiste ancora oggi, finiva ciò che restava di coloro che erano stati bruciati nei crematori, dopo essere stati uccisi nelle camere a gas: polvere e cenere.

Chissà se al cancelliere della Germania, Angela Merkel, è balenata nella mente anche l’immagine dello stagno di Birkenau quando oggi, 26 gennaio, ha pronunciato le seguenti, pesanti, parole: «Quel che è accaduto ci riempie di grande vergogna. Perché sono stati i tedeschi ad essersi resi colpevoli di tanto dolore: non dobbiamo dimenticare che i molti milioni di vittime sono una nostra colpa».

Angela Merkel ha partecipato con alcuni sopravvissuti a una commemorazione a Berlino alla vigilia del 70° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. Il 27 gennaio di ogni anno si celebra infatti il Giorno della Memoria della Shoah, lo sterminio nazista del popolo ebraico durante la Seconda Guerra Mondiale, che portò alla morte circa 6 milioni di ebrei, e che cade nella data della liberazione di Auschwitz – 27 gennaio 1945 – da parte delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa.

Birkenau, Il pennone con il vessillo che riproduce i colori della divise dei deportati

Birkenau, il pennone con il vessillo che riproduce i colori delle divise dei deportati

E martedì 27 al Cancello della Morte di Birkenau, sotto al quale facevano il loro ingresso nel campo i treni carichi di ebrei, rom, sinti, omosessuali, detenuti politici e prigionieri di guerra di molti paesi d’Europa, il 70° anniversario della liberazione di Auschwitz sarà celebrato da capi di Stato e di Governo da tutto il mondo, assieme a 300 sopravvissuti dei lager.

I russi saranno presenti con una delegazione ma non con il loro presidente, Vladimir Putin. Fra la guerra in Ucraina, l’eco ancora così vicino degli attentati di matrice islamista e antisemita a Parigi, il radicale cambio di passo del dopo voto in Grecia, la crescita delle forze politiche xenofobe oltreché euroscettiche in tutto il Vecchio continente, l’Europa non riesce a trovare unità neppure davanti all’esecrazione dell’orrore nazista.

Questo non significa che la Shoah, che Hitler e i suoi gerarchi avevano programmato minuziosamente e poi, dal 1942, definitivamente, non sarà ricordata. Lo sarà eccome. A tutti i livelli.

Auschwitz, il memoriale italiano alle vittime dello sterminio

Auschwitz, il memoriale italiano alle vittime dello sterminio

In Toscana, dopo il ricordo in apertura di seduta, lunedì 26 gennaio, da parte del Consiglio comunale di Firenze, martedì 27 il Consiglio regionale si riunirà in seduta solenne, alle 11, per celebrare il Giorno della memoria. Fra gli interventi quello del presidente della Comunità ebraica di Firenze Sara Cividalli e del rabbino capo Joseph Levi, del presidente del coordinamento regionale toscano di Aned (Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti) Alessio Ducci, e del presidente della Regione Enrico Rossi. A concludere la seduta solenne sarà Joseph H.H. Weiler, presidente dell’Istituto universitario europeo.

Dal canto suo il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha annunciato che il prossimo 25 aprile, per il 70°della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, sarà presentato il progetto per il polo della Memoria che ospiterà il memoriale italiano di Auschwitz e troverà casa a Gavinana, in piazza Gino Bartali, Giusto fra le Nazioni.

Birkenau, in una teca di vetro posate e oggetti sottratti dai nazisti ai deportati appenna arrivati al campo

Birkenau, in una teca di vetro posate e oggetti sottratti dai nazisti ai deportati appena arrivati al campo

Nei sotterranei della Basilica di Santa Croce, denominati Memoriale di Santa Croce, si svolgerà martedì 27 gennaio la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore del Presidente della Repubblica ai deportati della provincia di Firenze nei lager nazisti: questa volta saranno 28, conferite dal prefetto di Firenze, Luigi Varratta.

Più silenziosamente, senza clamore, un gruppo di studenti farà assemblea d’Istituto, il 27 gennaio, in un luogo inusuale: il cinema Portico, a Firenze. Al mattino ci sarà la proiezione del film L’uomo per bene, Le lettere segrete di Heinrich Himmler, inedito in Italia, della regista belga Vanessa Lapa. Seguirà un dibattito con gli esponenti della comunità ebraica. Spettatori del film saranno i ragazzi dell’Istituto tecnico Ginori Conti, alcuni dei quali hanno partecipato al Treno della Memoria della Regione Toscana e del Museo della Deportazione di Prato, che li ha condotti in visita ad Auschwitz-Birkenau. Proprio lì, sul luogo dell’indicibile. Davanti alle camere a gas, ai forni crematori, ai blocchi degli internati, ai capelli delle donne rasati, ai vestiti dei bambini, ai pettini, alle scarpe, agli occhiali e alle posate dei deportati. Al piazzale degli Appelli, al Muro della Morte e alle assi delle forche. E a quello stagno tenebroso di acqua ferma e muta, alimentato dalle ceneri dei corpi bruciati.

Auschwitz, una piccolissima parte degli occhiali sottratti dai nazisti ai deportati per essere riciclati

Auschwitz, una piccolissima parte degli occhiali sottratti dai nazisti ai deportati per essere riciclati

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Domenico Coviello

Domenico Coviello

Giornalista

Commenti (1)

  • sergio tinti

    |

    Un bell’articolo davvero, particolareggiato e ricco di sentimento

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