Minerebbe principi costituzionali come l'uguaglianza del voto

Toscana: avvocati e politici (Sel) ricorrono al Tribunale contro la legge elettorale della Regione

di Redazione - - Cronaca, Politica

 

L' aula del Consiglio regionale della Toscana

L’ aula del Consiglio regionale della Toscana

FIRENZE – Un gruppo di avvocati e di politici ha presentato nei giorni scorsi al Tribunale di Firenze un ricorso contro la legge elettorale Toscana che, a loro parere, “mina i principi democratici e costituzionali, in primis l’uguaglianza del voto, e va cancellata”

E’ quanto affermato in una conferenza stampa tenuta a Firenze da alcuni dei ricorrenti e dagli avvocati presentatori. Sono intervenuti, fra gli altri, la Consigliera Regionale PRC Monica Sgherri, l’avvocato presentatore Besostri, il direttore di Transform Italia Tommaso Fattori, Francesco Baicchi coordinatore Rete per la Costituzione, Beatrice Bardelli Comitato per la Democrazia Costituzionale – Pisa, l’avvocato co presentatore Solimeno, il consigliere regionale SEL Romanelli.

Questo il comunicato: “La nuova legge elettorale toscana sacrifica i principi fondamentali della democrazia, in primis l’uguaglianza del voto dei cittadini e con esso il pluralismo, la rappresentatività e rappresentanza. Una svolta autoritaria, fatta unicamente per rispondere ai meri interessi immediati dei principali due partiti (PD e Forza Italia) che l’hanno voluta, animati da una vera e propria logica “padronale”. Per questo doveroso il ricorso da noi sottoscritto e presentato (dall’avvocato Besostri, coadiuvato dall’avvocato Solimeno) nelle settimane scorse al Tribunale di Firenze contro questa legge, con l’obbiettivo di arrivare al pronunciamento finale della Corte Costituzionale. Perché a nostro avviso questa legge è in palese contrasto con i principi costituzionali, e infatti che riteniamo impedisca di votare in modo “libero, uguale, personale e diretto” come garantito dalla nostra Carta fondamentale, nonché dal diritto internazionale e dallo Statuto Regionale. Listino facoltativo e nascosto agli elettori, con relativi – fino tre per lista – nominati (o meglio “innominati” in quanto i cui nomi non saranno presenti sulla scheda elettorale) e i primi a essere eletti, soglie di sbarramento plurime, premio di maggioranza sproporzionato e assegnato al candidato presidente (con il partito più grande che si appropria di fatto dei voti delle liste più piccole): questa la legge approvata. E’ il tentativo di “appropriarsi” per legge dei voti degli altri, quindi di rispondere alla crisi della rappresentatività della politica e delle istituzioni riducendo gli spazi democratici. Un tentativo che – è l’auspicio – verrà fermato dal ricorso che abbiamo presentato!”

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