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Toscana, case popolari: il Consiglio approva la legge. Nessun alloggio per chi ha beni di lusso o ha fatto occupazioni abusive

Case popolari in via Rocca Tedalda
Case popolari in via Rocca Tedalda

FIRENZE – Radicamento territoriale da almeno cinque anni, assenza di titolarità di beni immobili e mobili – come auto di lusso o imbarcazioni -, non aver preso parte a occupazioni abusive di beni pubblici o privati negli ultimi 5 anni.

Sono le principali condizioni per poter accedere agli alloggi pubblici in Toscana secondo quanto previsto da una nuova norma in materia, approvata oggi 17 marzo a maggioranza dal Consiglio regionale toscano. È stato inoltre introdotto il calcolo del reddito Isee come strumento di misurazione delle condizioni economiche per l’accesso alle prestazioni sociali, e quindi per l’assegnazione degli alloggi pubblici.

Tra i criteri di selezione dei beneficiari, da un lato si sono rafforzate le situazioni che danno diritto a punteggi aggiuntivi come la presenza nel nucleo familiare di anziani o disabili, dall’altro si sono ridimensionate le condizioni per situazioni contingenti come gli sfratti. Più spazio anche al concetto di storicità di presenza con punteggi aggiuntivi per chi risiede nell’ambito territoriale da oltre 10 anni o per chi è in graduatoria da almeno 4.

Tra le novità, anche l’introduzione della possibilità di assegnazione degli alloggi non ristrutturati, consentendo agli assegnatari di effettuare i lavori relativi. Il canone minimo di locazione viene aumentato da 12,40 euro a 40 euro mensili, per coprire almeno le spese di gestione amministrativa.

Il provvedimento è stato illustrato in aula dal presidente della commissione mobilità, con delega alla casa, Fabrizio Mattei (Pd). Il vicepresidente della Regione, con delega al sociale, Stefania Saccardi, ha sottolineato che la norma contiene «dei principi forti. La sostanza è che negli alloggi popolari devono andare chi ha bisogno davvero. In questa legge non si vanno a rivedere i canoni di locazione, perché prima vogliamo vedere come l’Isee incide ed inciderà».

Il Consiglio regionale ha invece respinto altre 4 proposte di legge in materia. In particolare quella illustrata da Giovanni Donzelli (capogruppo Fdi) che riservava una percentuale dell’80% degli alloggi ai cittadini italiani, mentre un’altra, illustrata dal consigliere Jacopo Ferri (Fi) proponeva di ridurre il numero dei Lode e delle agenzie per la casa e introduceva le graduatorie aperte.

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