Nel Pd restano le lacerazioni provocate dal piano del paesaggio

Consiglio regionale: Monaci chiude la legislatura e bacchetta la Marson. Tornano i gruppi con un solo consigliere

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Politica

Alberto Monaci

Alberto Monaci, senese,presidente del Consiglio regionale della Toscana

FIRENZE – Inno di Mameli, applausi, un po’ di commozione dopo 5 anni di leggi, delibere e battaglie politiche. Compresa l’ultima, capace di tormentare il Pd sul piano del paesaggio. Si è chiusa così l’ultima seduta del Consiglio regionale della Toscana. Prima di salutare, il presidente dell’Assemblea, Alberto Monaci – lunghissima milizia nella Dc, quindi nei Popolari e nella Margherita, prima di approdare al Pd – ha voluto ringraziare l’Aula e il presidente della Regione Enrico Rossi. Con queste parole: “E’ stata una legislatura sicuramente difficile che ha visto l’assemblea vivere momenti di

profondo dolore. Un pensiero particolare ai colleghi Alessia Ballini e Dario Locci il cui ricordo mai è venuto meno tra questi scranni. E’ stata una legislatura che ha visto i consigli regionali, compreso il nostro, oggetto di campagne mediatiche di delegittimazione, alle quali abbiamo sempre cercato di rispondere con la correttezza di un operato che ha voluto essere testimonianza di presenza attiva a servizio dell’intera comunità della Toscana”.

MARSON – Quindi Monaci si è levato un sassolino dalla scarpa. No, addirittura un mattone: scagliato contro l’assessore Marson che, venerdì sera, dopo l’approvazione del piano del paesaggio, ha voluto la parola per sfogarsi _ soprattutto contro la maggioranza che la sostiene _ per le modifiche apportate al piano. Secondo Monaci, l’assemblea toscana non è “mai stata corollario a scelte o decisioni altrui. Per questo ieri sera, se fossi stato presente, non avrei dato la parola all’assessore Marson” dopo che il Piano del paesaggio era già stato approvato. Ieri sera, ha sottolineato “ha parlato anche per me il collega Gianluca Parrini” che ha criticato l’intervento dell’assessore, “questo perché vanno ribaditi i ruoli di ognuna delle funzioni regionali. Se poi i consigli regionali debbano essere aboliti lo deciderà qualcun altro”.

il governatore della Toscana Enrico Rossi

Il governatore della Toscana, Enrico Rossi

QUINQUENNIO – Rivolgendosi ai consiglieri in aula Monaci ha anche sottolineato che “a conclusione di questa ultima seduta desidero ringraziare ciascuno di voi. In questi 5 anni ciascuno di voi ha interpretato il proprio mandato consiliare nell’esclusivo interesse generale, sforzandosi di rappresentare la comunità toscana nei suoi bisogni e aspirazioni, e di trovare a queste risposte e soddisfazioni. Auguri sinceri a tutti, auguri alla Toscana e al Consiglio regionale perché possa proseguire la sua funzione istituzionali a servizio dei nostri concittadini”.

STATUTO – Passano con voto unanime le modifiche allo Statuto della Toscana relative all’iniziativa popolare delle  leggi ed alle disposizioni sui gruppi consiliari. Il testo passa in  modo definitivo: il Consiglio regionale ha approvato le  modifiche in seconda votazione (la prima nello scorso mese di gennaio). Iniziativa popolare: l’articolo 74 dello Statuto prevede chele proposte di legge di iniziativa popolare debbano essere firmate da almeno 5000 elettori in tutto il territorio toscano o l’espressione intal senso di almeno 3 consigli comunali o della città metropolitana. La modifica tiene conto della specificità delle proposte di legge  riguardanti l’istituzione di nuovi comuni, di fusione di comuni, di  modificazione delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali.

GRUPPI MONOCELLULARI – La modifica introduce un’altra deroga al divieto (di fatto praticamente cancellato) alla costituzione di gruppi consiliari formati da un solo consigliere. Nello Statuto era già previsto il gruppo monocellulare costituito dal  consigliere che sia l’unico eletto di una lista che si è presentata  alle elezioni regionali. Con la modifica, si prevede l’ipotesi di gruppi  consiliari che, inizialmente composti da più consiglieri eletti in una lista presentata alle regionali, si trovino nel corso della  legislatura ad essere costituiti da un unico consigliere, per effetto  delle successive riduzioni intervenute nella propria composizione. Motivo? Come scritto da FirenzePost nelle settimane passate, è possibile che condidati di più partiti confluiscano in una sola lista elettorale. Ebbene, dopo l’eventuale elezione, riprenderanno senza problemi l’identità originaria.

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Ernesto Giusti

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