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Il Ministro del Lavoro Elsa Fornero

Previdenza, incredibile: la legge Fornero conferma che i privati possono avere ancora baby pensioni

Il Ministro del Lavoro Elsa Fornero
l’ex Ministro del Lavoro Elsa Fornero

ROMA – La riforma delle pensioni Monti-Fornero del 2012, pur restringendo le ipotesi di accesso, ha previsto però anche la possibilità di godere di un trattamento pensionistico …molto anticipato. Ha per questo confermato la deroga stabilita dalla vecchia legge Amato, considerata dall’Inps sempre applicabile, grazie alla quale si conquista la pensione di vecchiaia con soli 15 anni di contributi.

REQUISITI – Innanzitutto l’eccezione è fruibile per i soli dipendenti del settore privato, poiché l’Inpdap ha escluso i dipendenti pubblici esplicitamente. E già questa previsione potrebbe, a mio avvviso, essere dichiarata incostituzionale in quanto privilegia una categoria di cittadini lavoratori rispetto a un’altra.

Inoltre è necessario aver accumulato 780 settimane di contributi effettivi da lavoro dipendente (accantonati presso l’Assicurazione Generale Obbligatoria o presso fondi sostitutivi), pari, appunto, a 15 anni.

Oltre alla contribuzione effettiva, è necessario possedere, comunque, un’anzianità contributiva di 25 anni. Questi ultimi due requisiti non vanno confusi: mentre la contribuzione effettiva corrisponde alle settimane di contributi versati (contano solo quelli da lavoro dipendente effettivamente accreditati), l’anzianità contributiva, o, più precisamente, assicurativa, decorre dal versamento del primo contributo previdenziale, a qualunque gestione effettuato (ad esempio, alla gestione commercianti), anche presso un Paese estero che abbia stipulato con l’Italia una convenzione in materia di sicurezza sociale.

Ultimo requisito per accedere all’agevolazione è possedere almeno 10 anni non lavorati per intero, sempre in qualità di dipendente, nel settore privato. L’annualità lavorativa rappresenta le 52 settimane di contributi versati e la presenza effettiva al lavoro, o, nel caso di lavoro part-time inferiore alle 24 ore, con meno di 52 settimane di contributi versati ma di presenza continuata. Non è considerata annualità il caso in cui le 52 settimane siano state versate ma di queste una parte sono contributi di disoccupazione.

Tirando le somme, la disciplina della deroga in questione rappresenta una casistica abbastanza complessa, seppur non infrequente. Chi ritiene di averne diritto dovrà esaminare bene e in dettaglio tutte le condizioni che abbiamo indicato, e forse sarà necessario, in qualche caso, approfondire il caso presso l’ufficio informazioni dell’Inps o ricorrere a qualche esperto in campo previdenziale.

Si scopre così un’altra perla dell’accoppiata Monti – Fornero, che tanti guasti ha causato con la sua riforma previdenziale (basti solo ricordare il pasticcio degli esodati), alla quale il governo attuale cerca di porre gradualmente rimedio. Sarebbe perciò opportuno che il solerte bocconiano Tito Boeri, presidente dell’Inps, invece che gridare ai quattro venti, a ogni piè sospinto, la necessità di intervenire sulle pensioni più alte, ponga mano alle tante storture, come quella che abbiamo citato, che si annidano ancora nella complessa e contorta legislazione pensionistica.


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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