Ma annuncia una visita pacificatrice in febbraio

Juncker, presidente commissione Ue, attacca Renzi: si vanta di cose che non ha fatto lui

renzi juncker

BRUXELLES – La conferenza stampa sui programmi per il 2016 della Commissione Ue è stata l’occasione per il presidente Jean-Claude Juncker di aprire una garbata ma dura polemica con il nostro premier Matteo Renzi.

CRESCITA – Juncker ha esordito affermando che la crescita e l’occupazione restano le priorità della Commissione europea per il 2016. “L’anno scorso e’ stato difficile – ha ammesso – ma siamo riusciti ad evitare l’uscita della Grecia dalla zona Euro”. “E’ ancora lungo l’elenco dei problemi non risolti – ha aggiunto – e se ne aggiungeranno altri. Ma non sono grandi come quelli che hanno dovuto affrontare i nostri padri”.

RENZI – Poi è passato all’attacco dell’Italia e di Renzi. “Sono stato molto sorpreso che alla fine del semestre di presidenza italiana Renzi abbia detto davanti al Parlamento che è stato lui ad aver introdotto la flessibilità, perché sono stato io, io sono stato”, e ha sottolineando che “su questo voglio che ci si attenga alla realtà”. “Io mi tengo il mio rancore in tasca, ma non crediate che sia ingenuo”. Quindi altra pesante bordata: “Esito sempre a esprimermi con lo stesso vigore con cui Renzi si rivolge a me, perché non aggiusta sempre le cose. Ritengo che il primo ministro italiano,che amo molto, abbia torto a vilipendere la Commissione a ogni occasione, non vedo perché lo faccia” perché “l’Italia a dir la verità non dovrebbe criticarla troppo” in quanto “noi abbiamointrodotto flessibilità contro la volontà di alcuni Stati membri che molti dicono dominare l’Europa”.

E infine annuncia una sua missione pacificatrice: Probabilmente “a fine febbraio mi recherò in Italia, perché l’atmosfera tra l’Italia e la Commissione non è delle migliori”. Aggiungendo: “Renzi si lamenta sempre che non sono mai stato in Italia da quando sono diventato presidente della Commissione”.

SCHENGEN – Se non si potesse circolare liberamente nell’Unione europea, si vanificherebbe la moneta unica. Infatti, secondo Jean-Claude Juncker, “meno Schengen significa anche meno occupazione e meno crescita economica. A che serve avere una moneta unica se non possiamo viaggiare nel continente come inpassato? C’e’ un legame fra Schengen e l’Unione economica e monetaria, di cui non tutti parlano”. Senza Schengen, ha continuato durante la conferenza stampa sulle priorita’ del 2016, “finirebbe anche l’Unione economica e monetaria e la disoccupazione aumenterebbe”.

IMMIGRAZIONE – “All’inizio della primavera proporremo la revisione del regolamento di Dublino con una ripartizione degli oneri, perché il sistema attuale non funziona”. Così il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, che ha ribadito anche l’intenzione di presentare una “proposta sull’immigrazione legale, perché l’Europa è un continente di immigrazione”.

CIPRO – Per sottolineare quanto sia rimasto colpito negativamente dall’atteggiamento di Renzi Juncker ha fatto un altro accenno parlando del lema cipriota: prob”Sono fiducioso che entro giugno si arrivi alla definizione di un accordo per la riunificazione di Cipro” e “spero che il 2016 sia l’anno in cui regoleremo la questione cipriota” ma “prima devo risolvere la questione con i nostri amici italiani”.

Davvero Renzi ha conquistato il proscenio europeo, come era suo ardente desiderio, ma forse avrebbe potuto farlo in modo più costruttivo.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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