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Fiorentina: ripartire è la parola d’ordine dopo San Siro. Rabbia contro l’arbitro Damato

Nikola Kalinic
Nikola Kalinic

FIRENZE – La rabbia contro l’arbitro Damato di Barletta (rigore negato su Gonzalo, espulsione dello stesso giocatore del tuto ingiusta, punizione non concessa ai viola prima del quarto gol dell’Inter) si mescola alla delusione. Società e tifosi della Fiorentina si squadra un immediato rilancio. Sono piaciuti la reazione e lo scatto d’orgoglio dopo essere rimasti in dieci, ma hanno lasciato perplessi l’approccio alla gara come certificano i tre gol subiti nei primi 20′ e certe decisioni di Sousa. In ogni caso, nel clan viola l’auspicio è che la squadra riparta subito tenendo vivi il più possibile i vari obiettivi prefissati in questa stagione e l’allenatore riesca a trovare i giusti correttivi.

Al momento non sono previsti provvedimenti secondo la linea emersa già domenica nell’intervento del direttore generale dell’area tecnica, Pantaleo Corvino, presentatosi insieme a Sousa in occasione della conferenza stampa della vigilia per mettere a tacere voci e polemiche, appellarsi all’unità e ribadire la fiducia del club nei confronti dell’allenatore. Da domani, quando la squadra riprenderà dopo un giorno di riposo, la parola d’ordine sarà dunque ”ripartire” per cercare di raddrizzare un campionato fin qui troppo discontinuo. In tal senso sarà fondamentale per i viola non fallire le prossime gare interne con Palermo (domenica prossima) e Sassuolo (12 dicembre) intervallate dalla trasferta di coppa con il Qarabag contro cui basterà un punto per conquistare il primo posto del girone e la qualificazione ai sedicesimi di Europa League. Traguardo che sarebbe stato già raggiunto se la Fiorentina non avesse perso giovedì scorso in casa contro il Paok.

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