Non viene rispettata una direttiva del 1991

Acque reflue: l’Italia rischia una nuova multa da parte dell’Ue. Male Firenze e Pistoia

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

BRUXELLES – Dal Nord al Sud Italia ci sono quasi mille località, da note mete turistiche a grandi città, dove gli impianti fognari non rispettano le norme europee, con rischi per l’ambiente e la salute umana. La situazione, da tempo sotto osservazione da parte della Commissione Ue, rischia, secondo le informazioni raccolte dall’ANSA a Bruxelles, di sfociare in un nuovo rinvio davanti alla Corte di giustizia europea e a multe nel 2017, per il mancato rispetto della direttiva del 1991 sulle acque reflue.

ITALIA – Il problema è particolarmente concentrato in Sicilia, Calabria, Campania e Lombardia, che contano da sole per i due terzi dei siti non a norma, ma il problema in realtà riguarda tutta Italia, in quanto l’unica regione senza procedure d’infrazione Ue è il Molise, perché scarica le sue acque reflue nelle regioni confinanti. In Toscana male Firenze e Pistoia.

TOSCANA – Infatti nel X Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano, elaborato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), edizione del 2014, sono stati analizzati 73 comuni, che comprendono la maggior parte dei capoluoghi di provincia con popolazione superiore ai 50.000 abitanti e tutti i capoluoghi regionali. In particolare, per la Toscana, sono state prese in considerazione le città di Firenze, Arezzo, Livorno, Lucca, Prato e Pistoia. La percentuale di acque reflue depurate è incoraggiante perché in 55 città raggiunge una percentuale fra il 100% e il 90%. Al di sotto di tale soglia solo 18 centri urbani, fra cui Firenze e Pistoia.

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