Firenze: l’archivio Michele Ranchetti donato al Gabinetto Vieusseux

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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Michele Ranchetti

FIRENZE – Il Fondo Michele Ranchetti è stato acquisito dall’Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti” del Gabinetto Vieusseux di Firenze. Sono stati gli eredi del professore Michele Ranchetti (1925-2008), docente di storia della Chiesa all’Università di Firenze e specialista del Modernismo, a donare il suo archivio.

Il Fondo Michele Ranchetti contiene, in 171 faldoni, le carte sedimentate in anni e anni di attività diverse e prestigiose: una vera e propria officina nella quale si intrecciano le corrispondenze con intellettuali ed amici, gli appunti per le lezioni universitarie, le collaborazioni con editori come Boringhieri, Adelphi, Quodlibet.

Esemplare la tipologia dei materiali, che documentano il percorso scrupoloso del suo lavoro di studioso, dai primi abbozzi manoscritti il fino alle stesure dattiloscritte e alle bozze di stampa. Fanno parte del Fondo destinato al Vieusseux anche le carte di Ranchetti  poeta, e gli scritti altrui sulla sua opera.

Ranchetti pubblica nel 1963 da Einaudi “Cultura e riforma religiosa nella storia del modernismo”, libro fondamentale del suo percorso di studioso e, di lì a poco, di docente rigoroso ed eclettico, al quale Ranchetti continuerà sempre ad affiancare una assidua attività di progetti editoriali, curatele, traduzioni, legando il proprio nome ai più impeccabili episodi della fortuna italiana di autori come Sigmund Freud e Ludwig Wittgenstein.

Nel 1988 pubblica da Garzanti la raccolta di versi “La mente musicale”, che lo impone fra le voci poetiche più originali del secondo Novecento. Seguiranno nel 1991 “Verbale” (Premio Viareggio) e “Poesie ultime e prime”, uscito poco dopo la morte, avvenuta a Firenze nel febbraio 2008. Notevole è stata pure la sua attività di disegnatore e di grafico.

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