La pronuncia all'unanimità

Brexit: le linee guida per il negoziato approvate dai 27 capi di Stato e di governo

di Paolo Padoin - - Cronaca

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BRUXELLES – Le linee guida» dell’Ue per il negoziato sulla Brexit «sono state approvate all’unanimità». Lo ha annunciato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk su Twitter. «Un mandato politico dei 27 forte ed equo è pronto per le discussioni sulla Brexit», ha sottolineato.

Un portavoce del Consiglio europeo ha ricordato che quella di oggi è la prima riunione formale del Consiglio Europeo a 27. I leader ora, ha aggiunto il portavoce, hanno «l’opportunità di esprimere i loro punti di vista e le loro preoccupazioni» alla presenza di Michel Barnier, il capo negoziatore della Commissione europea. Mercoledì prossimo il Collegio dei Commissari varerà la Raccomandazione sulla direttiva tecnica per il negoziato. Tale documento sarà sottoposto all’esame dei 27 ed è previsto che la versione definitiva verrà approvata in una nuova riunione del Consiglio affari generali convocata per il 22 maggio a Bruxelles.

La Cancelliera Angela Merkel ha dichiarato in proposito: «Vogliamo una buona relazione con la Gran Bretagna ma anche difendere i nostri interessi, finora questo è riuscito molto bene, ed è un buon punto di partenza per continuare a farlo durante i negoziati». Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, appoggia invece la linea dura nelle trattative. «La Gran Bretagna non può avere, dopo la sua uscita, dei vantaggi che altri Paesi non hanno. Nulla è gratis, i britannici devono saperlo», ha detto Schaeuble ai giornali del gruppo Funke. Il ministro tedesco ha poi invitato Londra a rispettare i suoi obblighi finanziari. Schaeuble si è inoltre schierato contro un aumento dei trasferimenti della Germania alla Ue dopo l’addio di Londra: «i fondi nel bilancio della Ue devono bastare, bisogna investirli in modo più efficiente rispetto ad oggi», ha aggiunto, spiegando che ci sono «ancora molti margini di miglioramento».

Più aperta la posizione del nostro premier Paolo Gentiloni: «oggi bisogna ragionevolmente, con spirito non di vendetta, organizzare una separazione dalla Gran Bretagna, che avrà una complicazione tecnica-economica straordinaria. In questa complicazione noi difendiamo gli interessi italiani – non ci sono grandi pericoli per l’Italia – difendiamo gli interessi dei nostri cittadini nel Regno Unito, e difendiamo l’unità dell’Unione».

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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