Firenze: diffamazione a mezzo stampa, 328 processi penali, l’89% conclusi col proscioglimento

FIRENZE – Sono stati 328 nel 2015 (e altrettanti nel 2014) i procedimenti penali per diffamazione a mezzo stampa trattati dai tribunali della Toscana: l’89% di questi si è concluso col proscioglimento (il 71,1% davanti al gip), a fronte di 54 condanne (l’8,2%), in 22 casi con pene carcerarie. Come nel resto d’Italia, la fase dell’istruttoria preliminare è durata mediamente due anni e mezzo; per la sentenza di primo grado i tribunali hanno impiegato in media altri 3 anni e 4 mesi. I dati sono stati resi noti oggi a Firenze in una conferenza stampa.

«Il ricorso allo strumento giudiziario appare infatti nella maggior parte dei casi infondato», osserva il presidente dell’Ordine dei giornalisti regionale della Toscana, Carlo Bartoli, secondo cui il rischio è che la querela per diffamazione diventi sempre più uno strumento di intimidazione nei confronti della stampa. Per Alberto Spampinato, direttore dell’osservatorio Ossigeno per l’Informazione, è inspiegabile che il Parlamento continui a rinviare l’abolizione del carcere per diffamazione, e le più elementari norme necessarie per impedire che le querele pretestuose e infondate siano usate come un bavaglio.

Il 24 maggio, a Roma, la Federazione nazionale della stampa (insieme alle associazioni regionali di stampa, fra le quali la Toscana) manifesterà contro le cosiddette querele temerarie, cioè quelle minacce che vorrebbero mettere il bavaglio all’informazione che è uno dei fondamenti basilari della nostra democrazia.

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