La denuncia di un lettore di Firenze Post

Firenze, Poste: straordinario disservizio. Un’ora di coda con beffa: la raccomandata non c’è

di Redazione - - Cronaca, Economia

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Tre banditi hanno rapinato 30mila euro alle Poste a LuccaFIRENZE – Il lettore che ha informato Firenze Post non credeva alle sue orecchie: quando, dopo oltre un’ora di coda con l’avviso che lo invitava a ritirare una raccomandata il giorno 14 giugno dalle 8,20 in poi, si è sentito rispondere, prima dall’impiegata eppoi dalla direttrice dell’ufficio postale di via Caboto, che la raccomandata c’era: però dentro alcuni scatoloni ancora da aprire. Risultato? Che il signore ritornasse il giorno dopo, si rimettesse in coda con la speranza che gli scatoloni, nel frattempo, siano stati aperti e le raccomandate catalogate e messe a disposizione di chi doveva riceverle.

Incredibile, ma purtroppo vero. Il lettore, un professionista che non evade le tasse e il cui tempo è realmente prezioso, ci ha raccontato: «Sono entrato nell’ufficio postale di via Caboto poco dopo le 10 e mezza. Pienone. Almeno quaranta persone in attesa. Una ventina a sedere come al cinema, davanti agli sportelli, le altre in piedi. Tutti con gli occhi puntati sui pannelli luminosi: dove si rincorrevano i numeri dei fortunati invitati allo sportello. Una specie di lotteria: perché apparivano, di volta in volta, numeri di servizi diversi. Per esempio, pagamento di bollettini. Subito dopo le raccomandate da spedire. Mai due numeri insieme per lo stesso servizio. Gente smarrita. Una signora in pena per la vecchia mamma lasciata sola in casa. Una studentessa che aveva un appuntamento al rettorato. Un operaio che avrebbe dovuto giustificare una lunga attesa fuori dall’officina. Persone diverse unite, per più di un’ora, dall’unico destino: l’attesa spaventosa nell’ufficio postale…».

Ma dopo il danno della lunga attesa, ecco la beffa. Per il nostro lettore e per altri malcapitati: la scoperta che la raccomandata da ritirare non c’era. O meglio: era ancora impacchettata in cassette. Che nessuno aveva aperto. Proteste. Ma la direttrice, serafica, pronta a rispondere: «Mi dispiace ma non posso farci niente. E’ vero, sull’avviso c’è scritto che la raccomandata avrebbe dovuto essere disponibile dalle 8,20 di oggi, ma … non c’è. Deve tornare, riprendere il numero e aspettare. Speriamo che sia più fortunato». Fortunato? Ci vuole buona sorte per andare a ritirare una raccomandata alla posta? Ma in che Paese viviamo. Ci auguriamo che la dirigenza di Poste italiane ci legga. E faccia pervenire scuse formali al nostro lettore. Ma soprattutto ci auguriamo che una situazione del genere venga eliminata. Magari con la visita di un ispettore capace di prendere provvedimenti.

 

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