Ormai i vescovi intervengono su tutto

Torino, Piazza San Carlo: anche l’Arcivescovo, Mons. Nosiglia, esprime il suo cordoglio e condanna i responsabili

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Piazza San Carlo

Dopo la morte della povera Erika Pioletti, schiacciata dalla folla impazzita nel catino di Piazza San Carlo a Torino, è tornata a farsi sentire la voce dei Mons. Carlo Nosiglia, Arcivescovo della città subalpina. Il quale ovviamente esprime il suo grande dolore, un «marchio che pesa nella nostra coscienza di cittadini». Queste le sue parole, ieri mattina quando alle 8.16 ha diffuso una nota sulla morte di Erika Pioletti avvenuta qualche ora prima. La giovane donna è morta alle 21.56 di giovedì per gli effetti dell’infarto da schiacciamento che l’aveva colpita il 3 giugno, travolta dall’ondata di panico scatenatasi in piazza San Carlo dopo la partita JuventusReal Madrid.

Sui fatti e sulle responsabilità Nosiglia non ha usato mezzi termini: «La morte di Erika aggrava ancora più profondamente lo scoramento del nostro animo, ma anche il giudizio già severo formulato dopo quanto è accaduto a piazza San Carlo. La ferita al cuore stesso della città resterà come un marchio che pesa sulla nostra coscienza di cittadini e su quanti sono stati la causa diretta o indiretta degli assunsi incidenti». Oltre alla preghiera, l’arcivescovo di Torino ha precisato: «Oggi comunque non è tempo di sterili polemiche o accuse o promesse che la cosa non accadrà più. L’inchiesta avviata farà il suo corso e trarrà le conseguenze in ordine alle gravi responsabilità di ciascuno».

Infatti la morte di Erika trasforma prima di tutto l’ipotesi di reato in omicidio colposo (finora si procedeva solo per lesioni colpose plurime gravi e gravissime) e aggrava con ciò la posizione degli indagati. Si prevede che la magistratura vorrà accertare il comportamento di tutte le istituzioni coinvolte nella vicenda.

Sui fatti interviene anche il sindacato Conapo dei Vigili del fuoco, per bocca del suo segretario Antonio Brizzi che afferma: «Non capisco perché il parcheggio sotto piazza San Carlo a Torino non sia stato interdetto dalle autorità lo scorso 3 giugno, in concomitanza con l’afflusso delle 30 mila persone alla finale di Champions tra Juventus e Real Madrid. Stiamo parlando di una piazza con un parcheggio sotterraneo dove un qualsiasi malintenzionato avrebbe potuto tranquillamente lasciare un auto con una bomba convenzionale o chimica sfuggendo a qualsiasi controllo. Mi pare assurdo averlo lasciato aperto se pensiamo al rischio terrorismo in atto». Interrogativo perfettamente legittimo che dovrebbe essere rivolto al rappresentante dei vigili del fuoco di Torino nella Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo.

Sempre riferendosi alle indagini in corso Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha chiesto che la «procura proceda per concorso in omicidio con dolo eventuale». Secondo Rienzi, «le tante carenze sul fronte della sicurezza in piazza San Carlo hanno di fatto reso probabile il verificarsi di incidenti anche gravi». Intanto alla Camera il sottosegretario agli Interni, Domenico Manzione, rispondendo a un’interrogazione della deputata Pd Silvia Fregolent e riferendosi alla situazione della piazza il 3 giugno scorso, ha parlato di un servizio di sicurezza organizzato secondo uno standard consolidato, senza ulteriori precisazioni. Una risposta evasiva che ovviamente non ha accontentato la Fregolent, che invece ha parlato di «evidenti falle nella sicurezza».

Come si vede tutti parlano, tutti si sentono esperti di tutto, in primis anche S.E. l’Arcivescovo di Torino. Io ho già espresso chiaramente la mia opinione, ma responsabilmente lascio adesso la parola alla magistratura che sta effettuando accurate indagini e che ci potrà fornire uno spaccato di verità su quanto accaduto.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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