Come sciogliere un assedio insopportabile

Migranti: bloccarli in centri d’accoglienza in Niger e Sudan. Ecco la proposta (che giriamo all’Ue) di un lettore di Firenze Post

di Redazione - - Cronaca, Top News

FIRENZE – Gli articoli di Firenzepost sulla questione dei migranti hanno acceso un positivo dibattito tra i nostri lettori in merito alle politiche dell’Italia e dell’Unione Europea. Fra le altre ci è sembrata interessante e molto ben argomentata la proposta di un nostro lettore (lo ringraziamo), firmata, che volentieri pubblichiamo e giriamo a chi di competenza (il nostro giornale è visibile ovunque, in Italia e nel mondo) perché può  contribuire al dibattito e fornire spunti di riflessione ai politici. Il dibattito, ovviamente, è aperto a chiunque abbia idee serie da proporre

«Egregio Paolo Padoin,

Ho letto il suo articolo sui Migranti, macron e merkel (le maiuscole e minuscole sono volute). Tutti dimenticano che la Libia non è terra di passaggio, ma un inferno dove le tribù locali decidono morte e vita dei profughi. Serraji, sostenuto dall’ONU e Haftar della parte della Cirenaica. Il problema reale non è quello di non far partire le barche dalla Libia, ma di non permettere, salvandoli, ai migranti di arrivare in Libia e essere schiavizzati, torturati, imprigionati, violentati e a volte uccisi. La UE, se non l’ONU, devono, previo accordo con il Niger e il Sudan (accordo che sarà oneroso, ma va bene), mettere hot-spot a Agadez per la rotta occidentale e a Khartoum per la rotta orientale. Hot-spot gestiti direttamente dalla UE dove i migranti rimangono in condizioni di sicurezza e umanità fino all’esame della loro domanda di asilo. Chi ha diritto alla protezione internazionale o anche sussidiaria viene portato a spese della UE con voli da Agadez e Khartoum in EU, rispettando ricongiungimenti familiari e desiderata ove possibile. Chi può, anche minimamente, ottenere una protezione da uno Stato membro della UE perché la loro normativa prevede, come da noi, anche la protezione umanitaria, anche lui/lei devono essere portati a spese della UE nella nazione desiderata. Chi non ha i requisiti non potrà avere la protezione, ma TUTTI, nessuno escluso, avranno il diritto di poter tornare nel loro Paese di origine a spese sempre della UE, garantendo così un ritorno sicuro.

I costi? Alti. Ma minori di quelli che affrontiamo ora con una accoglienza spesso disumana e improntata più allo sfruttamento della migrazione. La Libia è irrecuperabile nel contesto internazionale, se non con una azione militare dell’ONU in loco. Nel mentre meglio evitare ai Migranti di arrivarci. Lei che ha voce come opinionista ora, e come Prefetto prima, sussurri questa ipotesi ai politici  che conosce.

Distinti saluti.

Giancarlo Pavesi Incerti»

 

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