Intervento di una squadra di vigili del fuoco

Livorno: striscione contro Minniti rimosso dai pompieri, proteste del sindaco e dei sindacati

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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LIVORNO – Uno striscione contro il ministro Minniti, esposto ieri da un gruppo antagonista in occasione della serata inaugurale di Effetto Venezia, e la reazione della polizia rischia di innescare una polemica tra la questura e il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, che con un post sul suo profilo Facebook ha apertamente criticato l’operato dei poliziotti. «Non condivido i contenuti politici dello striscione e nemmeno la scelta di sfruttare la vetrina di Effetto Venezia per mandare questo tipo di messaggi – ha scritto il primo cittadino pentastellato – ma capisco ancor meno la reazione delle forze dell’ordine che per rimuoverlo si sono immediatamente schierate in assetto anti sommossa».

Lo striscione era stato rimosso da un squadra dei vigili del fuoco, con la protezione delle Forze dell’ordine, e per questo episodio protestano anche i sindacati dei pompieri, che ritengono sia stato richiesto un intervento improprio agli effettivi del Corpo. Questo il testo del comunicato diffuso ai mass media:

«USB Vigili del Fuoco Toscana condanna l’uso improprio della squadra VF di Livorno per la rimozione forzata di un semplice striscione affisso da chi liberamente manifestava il proprio pensiero, ieri in occasione di Effetto Venezia. Abbiamo denunciato ai vertici del Dipartimento VVF e al Prefetto e Sindaco di Livorno l‘uso improprio di squadre VF in servizi di ordine pubblico che non rientrano in nessun modo con i compiti istituzionali di salvaguardia e tutela della incolumità dei cittadini. Non è nella nostra cultura sociale fare azioni di repressione. I vigili del fuoco, inseriti nella Legge 225/92, sono la componente fondamentale di protezione civile che si occupa della salvaguardia delle persone, animali e dei beni pubblici e privati.

Abbiamo chiesto se tale azione sia responsabilità da decisione diretta del Prefetto e avallata da Dirigente e/o Funzionario VVF di Livorno, chiedendo eventuali provvedimenti per chi abbia esposto lavoratori vigilfuoco a rischi elevati per i quali non siamo preposti, obbligando lavoratori ad eseguire un azione completamente al di fuori dei compiti istituzionali dei Vigili del Fuoco».

Analogo documento di protesta è stato inviato dal sindacato ai vertici locali e nazionali dei vigili del fuoco, al prefetto e al sindaco di Livorno.

L’operazione nella quale sono stati coinvolti i vigili del fuoco sembra solo indirettamente legata all’ordine pubblico, la protezione di chi è intervenuto era affidata alla Forze dell’ordine e non certo alla squadra di pompieri, che avevano solo il compito di usare l’autoscala, unico mezzo idoneo per arrivare a staccare lo striscione. Mi sembra dunque una polemica esagerata, tanto più che dai sindacati degli stessi vigili del fuoco viene avanzata la richiesta di un’equiparazione degli stipendi e delle indennità a quelli delle forze di polizia. Quindi, come dice un brocardo latino «Cuius commoda, eius et incommoda», a colui che trae vantaggi, spettano anche gli svantaggi. Si è trattato, in questo caso, di una doverosa collaborazione fra due istituzioni fondamentali dello Stato preposte alla sicurezza dei cittadini e non mi sembra che vi siano state irregolarità nella gestione della vicenda. Da prefetto ho più volte fatto partecipare i responsabili dei vigili del fuoco a Comitati provinciali nei quali si discuteva della sicurezza di manifestazioni e di operazioni, anche di polizia (ad esempio sgombero di edifici occupati da centri sociali, con possibili pericoli d’incendio), e nessuno ha mai avuto niente da eccepire.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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