I commenti ai dati diffusi da Bankitalia

Consumatori: il debito pubblico grava per 37.000 euro su ogni cittadino

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

ROMA – Il nuovo record toccato dal debito pubblico italiano suscita malumori e critiche. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi: «Continua a crescere senza sosta il nostro debito pubblico, toccando (una volta di più) cifre monstre. Il debito italiano grava oggi per 37.646 euro sulle spalle di ogni cittadino, neonati compresi. A questo punto aspettiamo con ansia qualche soluzione credibile per invertire la tendenza.»

L’associazione dei consumatori mette l’accento sul fatto che qualsiasi politica di controllo del debito attuata nel corso degli ultimi anni dai vari governi italiani, per ultimo dal governo Renzi,  è fallita miseramente. «A lungo andare un debito di queste dimensioni è chiaramente insostenibile: eppure, nonostante questa evidenza, qualsiasi tentativo di ridurlo si è rivelato inefficace. In poco più di 5 anni il nostro debito pubblico è cresciuto del 15%: una prova evidente del clamoroso flop delle politiche economiche messe in campo finora. Proprio per questo motivo gli incoraggianti dati relativi al PIL dei giorni scorsi devono essere accolti con equilibrio e prudenza: festeggiare un aumento del PIL in presenza di questo trend legato al debito pubblico rappresenta infatti un esercizio surreale quanto inutile.»

A fare eco al Codacons Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori che in maniera ironica si complimenta con il Governo e il ministro Padoan «che, consapevoli dell’imminente fine del Quantitative Easing, hanno pensato bene di dare una stretta al debito pubblico, così da ridurne l’onere, in previsione di un prossimo innalzamento dei tassi di interesse. La verità è che l’abbassamento del debito in valore assoluto è fondamentale, specie se si continuano ad annunciare riduzioni di tasse o si vuole ridiscutere credibilmente il Fiscal Compact con l’Europa. Inoltre non c’è organizzazione che non abbia messo in guardia dal pericolo debito pubblico. Ricordiamo, da ultimi, il FMI, per il quale l’elevato debito lascia l’Italia esposta a shock e la Banca d’Italia, per la quale e’ un fattore di debolezza che rende vulnerabile l’economia italiana alle turbolenze sui mercati, amplificando gli effetti delle fluttuazioni cicliche».

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