Maltempo, Livorno: Nogarin litiga con tutti. Ma paga (dimissioni) il suo portavoce

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LIVORNO – Il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, ha litigato un po’ con tutti: prima con il presidente della Regione, Enrico Rossi, sul colore dell’allerta: Nogarin lo voleva rosso, il governatore lo ha giustificato anche arancione. Poi, durante i funerali in Duomo, scontro con il vescovo: il quale solleitava la giunta comunale a darsi da fare subito. Nogarin, indispettito, ha replicato che il prelato si dovesse occupare di anime. Che ai corpi ci pensa il comune. Ma in tutto questo furore litigioso ci ha rimesso il portavoce:  Tommaso Tafi si è dimesso a causa di un errore tecnico nella ricostruzione dell’attività svolta dalla protezione civile comunale durante il nubifragio che si è abbattuto sulla città tra sabato e domenica scorsi. Tafi spiega in una nota cha, a causa dell’errore tecnico, il comunicato con la ricostruzione dell’attività svolta dalla protezione civile nelle giornate di sabato 9 e domenica 10 settembre, è stato pubblicato incompleto con grave danno di immagine per il Comune di Livorno, per la protezione civile e per il sindaco nei confronti di una città ferita.

«Mi assumo la piena responsabilità dell’errore commesso – spiega Tafi – e, viste le gravi conseguenze che questo ha prodotto sulla macchina comunale nel suo complesso, ho deciso di rassegnare le dimissioni da portavoce del sindaco di Livorno, Filippo Nogarin. Non posso accettare che il puntuale e coraggioso lavoro svolto dai referenti della protezione civile in servizio quella notte sia messo in discussione a causa di una mia negligenza, per non aver controllato a dovere il contenuto del comunicato stampa pubblicato e diffuso – conclude la nota di Tommaso Tafi – Mi scuso con tutte le persone che possono avere subito un danno da questa vicenda e soprattutto mi scuso con l’intera città: la macchina della protezione civile si è messa in moto per tempo e l’emergenza è stata affrontata con professionalità, tempismo e coraggio». Comportamento esemplare, ma sembra quantomeno singolare che, in una tragedia come quella di Livorno, finisca per pagare il portavoce.

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