I parlamentari al lavoro per discutere quelle principali

Elezioni: l’ingorgo di fine legislatura, poche leggi verranno approvate

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

Riaperto il parlamento, con le polemiche sulla raggiunta pensione da parte dei neoeletti, ci si avvia verso il consueto ingorgo di fine legislatura, con provvedimenti importanti che non saranno approvati per mancanza di tempo o di consenso. Dalle nuove norme sulla cittadinanza alla legge elettorale, passando per la legge di bilancio, i partiti hanno meno di sei mesi di tempo per chiudere i dossier-chiave prima di andare a nuove elezioni. Sono in molti, tra i banchi delle opposizioni ma anche all’interno della maggioranza, a scommettere che alla fine saranno pochissimi i provvedimenti che Camera e Senato riusciranno ad esaminare e approvare.

Oltre alla manovra, attesa in Parlamento per metà ottobre e che dovrebbe incassare l’ok definitivo entro Natale, in prima linea si attesta la riforma del voto.

A partire, poi, dal 6 settembre la commissione Affari costituzionali della Camera ha ripreso l’esame della legge elettorale alla Camera: si tenterà la stretta per cambiare il Consultellum e rendere omogenei i due sistemi di Camera e Senato così come ha chiesto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma se le posizioni continuano a essere distanti e la partita sarà quindi tutta da giocare.

In salita anche la strada per lo ius soli, il biotestamento e il ddl sui vitalizi, le norme sui magistrati. Per quanto riguarda la nuova cittadinanza restano infatti inalterati i dubbi manifestati da Alternativa Popolare, che più volte ha fatto sapere di non essere disposta a votare il testo senza ulteriori modifiche. E così, nonostante il pressing del premier Paolo Gentiloni che ha detto apertamente di essere a favore del testo in discussione, resta difficile prevedere se il disegno di legge riuscirà a incassare l’ok definitivo del Parlamento, tenendo conto anche dei numeri sempre in bilico al Senato e del fatto che la finestra per esaminare il provvedimento è condizionata dai tempi di approvazione della legge di Bilancio.

Tra i provvedimenti che invece certamente non vedranno la luce in questa Legislatura c’e’ la legalizzazione della cannabis: le commissioni riunite Giustizia e Affari sociali di Montecitorio hanno infatti adottato un testo base proposto da uno dei relatori, la democratica Margherita Miotto, che riguarda solo l’uso terapeutico. Un nuovo round è fissato per lunedì 11 settembre, quando scade il termine per la presentazione degli emendamenti, ma è difficile che si possa tornare indietro: a favore dello stralcio della liberalizzazione hanno infatti votato i Democratici, Lega, Ap e Forza Italia.

Lo scontro politico in vista delle elezioni resta acceso a livello locale anche su questioni che dovrebbero invece vedere il consenso fra le varie forze politiche e le varie istituzioni, visto che riguardano la sicurezza dei cittadini. Invece in Toscana è sorta una polemica sul sistema d’allerta regionale, poco chiaro secondo il sindaco 5 stelle di Livorno Filippo Nogarin, esemplare secondo il presidente Rossi e le istituzioni regionali.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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