Si cita anche altro caso analogo del 1990

Concorsi truccati: Codacons, è prassi nota da sempre a tutti nel mondo accademico

di Redazione - - Cronaca

ROMA – «La vicenda dei concorsi truccati al centro di una inchiesta della Procura di Firenze è una prassi nota da sempre a tutti nel mondo accademico italiano». E’ quanto sostiene il Codacons, che ha seguito un caso analogo a Roma ottenendo giustizia in favore di una ricercatrice.

«Chi oggi, come il Ministro Fedeli, si scandalizza per i fatti di Firenze dimostra solo grande ipocrisia. Nepotismo, favoritismi e corruzione – spiega il Presidente Carlo Rienzi – sono all’ordine del giorno negli atenei italiani, già in passato sono stati portati alla luce scandali analoghi e chi è stato danneggiato ha ottenuto giustizia».

«Come il caso di una ricercatrice universitaria di agraria assistita dal Codacons la quale, nel lontano 1990 – ricorda l’associazione – sostenne un concorso a La Sapienza per professore associato e venne ingiustamente bocciata. Ne scaturì un ricorso vinto sia al Tar sia Consiglio di Stato, dove i giudici riconobbero le gravi scorrettezze commesse dalla commissione esaminatrice, e un procedimento penale da cui emersero intercettazioni dal contenuto incredibilmente simile a quello portato alla luce dalla recente inchiesta di Firenze».

«Ecco – riferisce il Codacons – cosa diceva un professore ai propri colleghi per indirizzare il concorso in favore di alcuni candidati: «prima di iniziare a leggere questa mia vi suggerisco di staccare il telefono e di chiudere a chiave la porta del vostro studio. Si tratta del concorso di associato che va affrontato con il massimo impegno per evitare spiacevoli sorprese. Ritengo che la migliore strategia per indebolire il gruppo avversario sia quella di chiedere ai colleghi degli strati B,C e D anche una o più preferenze. Tutte le promesse vanno poi verificate puntualmente e continuamente con incroci non sospetti. Dato che se tutto va bene sarò io a condurre il concorso, preferisco C. A G.».

 

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