In San Firenze raccolti settant'anni di lavoro del Maestro

Firenze, museo Zeffirelli: gran folla all’apertura al pubblico. Emozioni: Callas, Carmen, Inferno (Foto)

di Sandro Bennucci - - il Blog di Sandro Bennucci, Primo piano

FFIRENZE – Settant’anni di lavoro di un genio illustrati da quadri, costumi e video al primo piano del palazzo di piazza San Firenze, che è stato  anche ministero della giustizia (ai tempi di Firenze capitale) eppoi tribunale. La Fondazione-museo di Franco Zeffirelli ha aperto al pubblico con un bagno di folla. C’era il sindaco, Dario Nardella. Ma c’erano soprattutto i fiorentini: centinaia fin dalla prima mattina. E’ vero che il Maestro ha voluto  offrire un omaggio ai suoi concittadini, facendo entrare gratis, almeno il primo giorno, i residenti a Firenze e nei comuni della provincia. Ma è altrettanto vero che l’entusiasmo con il quale l’apertura è stata accolta è andato oltre le aspettative. E mi ha dato una conferma: Firenze voleva fortemente l’eredità del più illustre concittadino vivente. Peccato che le istituzioni ci abbiano messo tanto tempo a capirlo. Personalmente ne ero convinto negli anni in cui mi sono battuto perchè l’eredità artistica di Zeffirelli potesse restare a Firenze. Sono stati lunghi anni di battaglie, soprattutto firmando accorati articoli sulle pagine de La Nazione, eppoi anche online, su Firenze Post. Oltre mille i visitatori nella sola mattinata. E nel pomeriggio l’affluenza si è trasformata in un fiume.

Il sindaco Dario Nardella con Pippo Zeffirelli, figlio adottivo del Maestro (Foto Palinko)

Appunti di Zeffirelli su Inferno: indicano la scena di Dante e Virgilio (Foto Palinko)

Il costume di Cher nel Tè con Mussolini (Foto Palinko)

INFERNO – Avevo partecipato all’inaugurazione ufficiale, con le autorità, il 30 giugno. Ma stavolta l’emozione è stata più forte perchè ho captato i commenti della gente, le frasi di ammirazione di fronte ai costumi, ai bozzetti e anche alle idee grandiose rimaste senza realizzazione come il film Inferno: che non è mai stato girato, ma ha una sala interamente dedicata. Con proiezione dei bozzetti, i dialoghi fra Dante e Virgilio. Poi Cleopatra nel girone dei lussuriosi e il Minotauro: enorme, minaccioso, impressionante. Zeffirelli in teatro: regista e scenografo. Zeffirelli nel cinema: regista di film entrati nel mito come Gesù di Nazareth e Francesco. Fino all’autobiografia: quel Tè con Mussolini, girato a Firenze e dintorni, che riporta la sua storia di bambino abbandonato all’Istituto degli Innocenti (era il 1923, il suo babbo e la sua mamma non si potevano sposare perchè già sposati), eppoi affidati a straordinarie signore inglesi che gli avrebbero insegnato la lingua tanto bene, fino a permettergli, durante la seconda guerra mondiale, di fare da interprete al reggimento scozzese che partecipò alla liberazione di Firenze. Guadagnandosi la medaglia al valore.

Il costume di Maria Callas per Carmen

Il plastico per la scenografia di Turandot

CALLAS – Curiosando fra le sale ci s’imbatte, appunto, nel costume di pelliccia, disegnato da Ermanno Scervino e indossato da Cher appunto nel Tè con Mussolini. Poi nei plastici delle scenografie di Turandot, Cavalleria Rusticana, Don Giovanni. Emozionanti i costumi di Maria Callas, indossati all’Arena di Verona nella Carmen, poi quelli di Turandot e di tante altre opere. Che cosa manca? Una presenza: la sua. A 94 anni è riuscito a venire solo una volta, di sfuggita, per dare l’occhiata finale all’allestimento, curato per il resto da Pippo Corsi Zeffirelli, ossia il figlio adottivo.  Forse, se la burocrazia avesse portato via meno tempo, Zeffirelli avrebbe potuto accogliere di persona fiorentini e turisti. Ma questa città è sempre stata poco espansiva con i suoi figli più grandi. E non importa, per confermare questo, andare a scomodare Dante Alighieri. Che probabilmente avrebbe apprezzato l’Inferno zeffirelliano. Rimasto purtroppo incompiuto. E ora? La Fondazione sarà anche scuola dell’arte dello spettacolo. Nei prossimi mesi si svilupperà l’attività didattica, assicura Pippo. Intanto il museo sarà aperto tutti i giorni, tranne il giovedì dalle 10 alle 18. Costo del biglietto? Dieci euro.

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Sandro Bennucci

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