Il mantenimento di personale e funzioni pesa sui conti pubblici

Province: altri 72 milioni attribuiti a questi enti in teoria soppressi. Il disastro delle riforme inattuate

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

Renzi sembra dire: è colpa sua

ROMA – Un documentato articolo apparso su ItaliaOggi ci informa che, come se non bastassero tutti gli sprechi avvenuti in passato per Stato, regioni e enti locali, adesso vengono assegnati alle province altri 72 min per esercitare le funzioni. Nuovo soccorso finanziario (in barba al contenimento della spesa pubblica) agli enti di area vasta, che hanno ricevuto altri 72 milioni di euro a titolo di cofinanziamento statale una tantum per l’esercizio delle funzioni fondamentali. È stato sottoscritto in data 29 settembre 2017 il decreto del ministero dell’interno che, di concerto con il Mef, assegna alle province delle regioni a statuto ordinario l’ulteriore contributo, pari a 72 milioni di euro per il solo anno 2017, previsto dall’art. 15-quinquies, comma 2, del decreto «Mezzogiorno» (dl 91/2017). Anche questa è una conseguenza delle riforme renziane incompiute e del disastro della legge Delrio.

Il provvedimento, consultabile sul portale della Direzione centrale per la finanza locale, attende ora solo la pubblicazione in G.U. Si tratta dell’ennesima misura tampone introdotta dal legislatore per cercare di mettere una pezza alla gravissima situazione finanziaria in cui versano le amministrazioni provinciali, massacrate dai tagli decisi a livello statale nelle more di una soppressione che, dopo l’esito negativo del referendum costituzionale dello scorso mese di dicembre, è rimasta nel limbo delle buone (o cattive) intenzioni.

Intanto, però, gli enti continuano ad esistere, ma non riescono (salvo rare eccezioni) a far quadrare i bilanci, con gravi ripercussioni sul personale e sui servizi. Sotto il primo profilo, non sono pochi i lavoratori che da mesi non si vedono accreditare lo stipendio, mentre sul secondo versante a rischio ci sono gli interventi di manutenzione delle strade e di messa in sicurezza degli edifici scolastici. Il capitolo province, quindi, è in cima alla lista delle emergenze anche in vista della ormai imminente manovra e richiede soluzioni strutturali e non interventi spot come quelli finora messi in campo.

Fra questi, deve essere annoverato anche l’art. 39 del dl 50/2017, che ha congelato il 20% del fondo nazionale per il trasporto pubblico locale alle regioni in ritardo con i loro pagamenti a favore degli enti di area vasta. Dopo gli accordi in Conferenza unificata, che hanno consentito di sbloccare le quote per il 2017, la palla è ora passata ai tavoli bilaterali chiamati a verificare quanto i governatori devono ancora sborsare da qui alla fine dell’anno. Ieri, intanto, il Viminale ha dato anche notizia della proroga al 15 novembre del termine per la comunicazione dei dati da parte di unioni di comuni e comunità montane per l’attribuzione dei contributi connessi ai servizi gestiti in forma associata nell’anno 2017.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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