La penosa vicenda del canone Rai

Canone Rai: Renzi adesso vuole abolirlo, ma è lui che ce l’ha imposto in bolletta

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

In vista delle elezioni Renzi, come sua abitudine fin da quando era al liceo, dicono i ben informati fra i fiorentini, continua a sganciare le sue proverbiali bombe. Ricorderete tutti come da due anni siamo costretti a pagare il canone Rai, la tassa più odiata insieme al bollo auto, nella bolletta dell’energia elettrica grazie a una delle tante decisioni improvvide del rottamatore. Che adesso, vista la mala parata elettorale, con i sondaggi che non gli sorridono, tira fuori una delle sue promesse, quelle che gli hanno fatto avere la fama di Pinocchio. Dice il segretario Pd con ineguagliabile faccia tosta: «Nella prossima direzione del Pd proporrò l’abolizione del canone Rai, perchè la tv pubblica deve essere un diritto dei cittadini».  Una brutta tassa l’ha definita ieri lui stesso, che ne aveva imposto il pagamento in modo quasi ineludibile a tutti gli italiani.

Ma non tutti, anche nel suo partito, sono d’accordo su questa proposta. Il ministro uscente allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, su Twitter l’ha letteralmente demolita: “Spero che l’idea di abolire il canone Rai sostituendolo con un finanziamento dello Stato non sia la proposta del Pd per la campagna elettorale come riportato da repubblica. I soldi dello Stato sono i soldi dei cittadini e dunque sarebbe solo una partita (presa) di (in) giro”.

Ecco su twitter due fra i commenti più benevoli di alcuni cittadini:

Che credo siano largamente condivisi, anche  da me.

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