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Musei, direttori stranieri: il Consiglio di Stato rimette in discussione l’apertura delle procedure di selezione. la reazione di Eike Schmidt

Il direttore degli Uffizi, il tedesco Eike Schmidt. Andrà a Vienna a fine contratto

ROMA – Il Consiglio di Stato  rimette in discussione l’apertura agli stranieri per le procedure di selezione dei direttori dei musei, sulle quali dovrà pronunciarsi l’adunanza plenaria perché c’è contrasto giurisprudenziale. Non c’è pace per la riforma voluta dal ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, che negli scorsi mesi era stata ‘bocciata’ dal Tribunale amministrativo prima che proprio il Consiglio di Stato sospendesse la decisione in attesa di dare un giudizio di merito. Adesso, è giunta l’ok di Palazzo Spada sulle procedure in sé, che però riapre il dibattito sulle nomine di direttori stranieri nei musei statali autonomi. Immediata la reazione del ministro: «Davvero difficile fare le riforme in Italia. Dopo 16 decisioni del Tar e 6 del Consiglio di Stato, quest’ultimo cambia linea e rimette la decisione sui direttori stranieri dei musei all’adunanza plenaria. Cosa penseranno nel mondo?» dichiara Franceschini su twitter.

Lo scorso 25 maggio, con due sentenze, il Tar del Lazio aveva bocciato le nomine di cinque dei venti direttori, tra i qualiPalazzo Ducale e Museo Archeologico di Napoli. Già quella decisione aveva fatto arrabbiare il titolare del Mibact che parlò di grande dolore per quello che la bocciatura comportava per l’immagine dell’Italia nel mondo. La polemica aveva coinvolto anche Renzi, che si scagliò contro la giustizia amministrativa. Immediata fu la risposta dell’Anma: Bisogna cambiare le leggi incomprensibili, non i Tar. Il giudici amministrativi avevano accolto il ricorso di due candidati alla direzione dei musei di Mantova, Modena, Taranto, Napoli e Reggio Calabria, ritenendo che le procedure di selezione fossero viziate in più punti.

La pronuncia del Consiglio di Stato «non incide direttamente su Uffizi e Galleria dell”Accademia, perchè i ricorsi contro le nomine per queste gallerie erano già stati bocciati in precedenza. Ma se i magistrati giungessero alla conclusione che la procedura utilizzata è illegittima, alla fine del primo mandato, a quanto pare, potrebbe rivelarsi necessario bandire ex novo un concorso aperto a tutti». Così il
direttore degli Uffizi Eike Schmidt, in merito alla sentenza del massima collegio di giustizia amministrativa.  «Personalmente ritengo – ha aggiunto Schmidt – che quanto sta avvenendo non è frutto di errori della riforma o delle procedure, ma di una situazione complessiva di normativa troppo complicata e stratificata, che evidentemente sul tema induce difficoltà persino nei massimi giuristi del settore, visto che
nella stessa sentenza si parla di contrasto giurisprudenziale».

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