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Scuola: parte il confronto per il contratto. Fiduciosi sindacati confederali, critica Anief

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Cultura, Economia, Top News

Ministero istruzione

ROMA – Il confronto per il rinnovo del contratto del comparto istruzione, che riguarda oltre un milione di persone, riparte oggi 8 febbraio e i sindacati sono pronti a una no stop per chiudere. Tempi brevissimi aveva annunciato lunedì il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, dopo aver visto il sottosegretario alla P.A Angelo Rughetti. Ma restano ancora parecchi nodi da sciogliere.

CISL – «Vedremo se ci sono le condizioni per una positiva conclusione del negoziato e la sottoscrizione di un’intesa. I nodi politici – sottolinea Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola – sono noti da tempo: piena attuazione dell’intesa del 30 novembre 2016, valorizzazione delle relazioni sindacali, a partire dai luoghi di lavoro, nessuna manomissione delle attuali tutele per il personale, protagonismo e partecipazione dei lavoratori in una scuola intesa come comunità educativa«.

CGIL – «Per la parte economica, come abbiamo sempre sostenuto, le risorse di cui tenere conto – precisa la Flc-Cgil – sono quelle stabilite dall’Accordo del 30 novembre 2016 e nella legge di Bilancio 2018. L’obiettivo resta quello di garantire almeno un aumento medio di 85 euro che deve rientrare tutto sul tabellare. Assieme a queste risorse, riteniamo fondamentale riportare in contrattazione le risorse della Legge 107, in particolare quelle legate al Bonus» ribadisce il sindacato guidato da Francesco Sinopoli ricordando che restano ancora aperte molte questioni legate ai contratti di Università e Ricerca e sul sistema dell”Alta formazione artistica e musicale. «Non firmeremo un contratto purchessia – assicura – ma un contratto che restituisca dignità a tutti i lavoratori».

UIL – «Non vogliamo portare un contratto ben scritto verso una legge che non funziona (la 107). Vogliamo piuttosto fare in modo  che attraverso questo contratto – spiega il leader della Uil scuola, Pino Turi, si possano superare le rigidità della legge. Ci sono elementi che intendiamo mettere a punto menzionando le questioni aperte legate all’utilizzo delle risorse finanziarie, ma anche di innovazione e modernità che vogliamo valorizzare come il ”diritto alla disconnessione”, diritto che entra ora per la prima volta nel contratto. Pensiamo a un modello di scuola e non a un articolato normativo».

ANIEF – Resta assai critica l’Anief che parla di beffa per i lavoratori” e ribadisce il suo no ad aumenti tre volte sotto l”inflazione e arretrati inconsistenti.

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