Terrorismo e immigrazione irregolare: un pericolo che minaccia i paesi europei, le espulsioni non funzionano

Ha fatto discutere l’improvvisa stretta di Berlusconi sugli immigrati irregolari. L’ex cavaliere, rincorrendo Salvini, ha dichiarato che il suo governo provvederà a rimandare in patria i 600.000 irregolari che risultano dalle statistiche di cui è in possesso. subito contestato dalle sinistre sia sul metodo, sia sui numeri. Ma quanti sono realmente gli immigrati irregolari che circolano nel nostro Paese? L’unico dato certo in realtà è quello degli stranieri regolari soggiornanti in Italia, che sono oltre 5 milioni. Sui clandestini le cifre oscillano e parecchio, secondo la fonte da cui provengono. Il Viminale parla di 200 mila e anche meno, mentre le analisi più recenti fornite da fondazioni e centri studi, riferiscono di 491 mila (fonte: Ismu, Fondazione sulla multietnicità). Che vuol dire una popolazione di irregolari dell’8,2 per cento.

STRANIERI – Oggi il maggior numero di presenze straniere è ancora romeno con quasi un milione e 169 mila residenti. Anche se, secondo l’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale, «tra il 2010 e il 2016, il numero degli stranieri che ha lasciato l’Italia è più che raddoppiato, e oggi sfiora le 150 mila unità. E nell’ultimo semestre del 2017 gli arrivi si sono ridotti di oltre il 34 per cento rispetto agli anni precedenti».

VIMINALE – Sembra aver dato buoni risultati la strategia diplomatica messa in atto dal Viminale, sebbene gli accordi avviati con la Libia subiscano continue scosse per la mancata stabilizzazione del paese dopo la morte di Gheddafi. Nel frattempo, nei centri di accoglienza vengono ospitati 187 mila immigrati. E quasi la totalità di quelli sbarcati sul territorio viene identificata negli hotspot. Mentre, propositi elettorali a parte, resta sempre molto complesso, e in alcuni casi impossibile, il rimpatrio nei luoghi di provenienza. Senza documenti e origine certa, nessuno è disposto a riprendere indietro individui che possono essere anche pericolosi, come dimostrano fatti recenti che hanno colpito il nostro paese e le nostre collettività, ultima Macerata con la morte e l’orrendo smembramento del corpo della povera pamela ad opera di un nigeriano.

ESPULSIONI E RESPINGIMENTI – Negli ultimi tre anni, il numero degli stranieri realmente allontanati dall’Italia risulta di poco inferiore ai 55mila (quasi 20mila nel 2017 considerando anche i respinti alla frontiera, cioè chi è stato bloccato all’ingresso). Ma di questi solo 18.500, circa uno su tre, sono migranti già presenti in Italia e poi rispediti in patria. Il vero vulnus che rallenta la macchina dei rimpatri è la mancanza di accordi con i Paesi d’origine. L’Italia ha accordi che funzionano solo con 4 Paesi: Nigeria, Tunisia, Egitto e Marocco. In questi Stati (al netto delle  difficoltà che derivano dal numero limitato di posti nei Centri di identificazione ed espulsione e dai costi proibitivi di ogni volo, dato l’esercito di persone che si deve muovere con i migranti), negli ultimi quattro anni l’Italia ha riportato almeno 25mila persone.

AFRICA SUBSAHARIANA – Ma tutti quelli che provengono dall’Africa subsahariana o da altri Paesi, cui non viene riconosciuto il diritto alla protezione internazionale, che fine fanno? Guinea, Bangladesh, Costa d’Avorio, Mali, Gambia, Senegal, Sudan sono le nazionalità più ricorrenti tra gli sbarcati, e sono paesi che non accettano i rimpatri. Chi proviene da qui e non ottiene la protezione non può certo essere messo su un aereo e paracadutato in territori che non accettano di veder rientrare chi è espatriato illegalmente. Per questo tutti i migranti, che escono dal circuito dell’accoglienza, quando la loro richiesta d’asilo si conclude con un rifiuto, sono destinatari di un decreto di espulsione, che si riduce a un foglio di via che impone loro di lasciare il territorio italiano nel giro di 7 giorni. Ma nessuno lascia il nostro Paese e tutta questa massa di persone, oltre 200.000 negli ultimi sei anni, che non hanno ottemperato all’ordine di espulsione, rientrano nella categoria dei cosiddetti invisibili e sfuggono ad ogni controllo. salvo poi riemergere quando commettono reati anche gravi.

EUROSTAT – Secondo Eurostat gli invisibili sarebbero 2,1 milioni in tutt’Europa, un vero e proprio esercito di cui le autorità non sanno nulla e che vive ai margini della legalità. Una vera e propria bomba pronta ad esplodere, considerato anche il pericolo terrorismo che minaccia da tempo il nostro continente. L’Italia finora è stata risparmiata dalle stragi islamiche che hanno colpito Germania, Francia, belgio e Regno Unito, non solo per la capacità dei nostri servizi d’intelligence e delle nostre Forze dell’ordine, ma anche perché considerato paese per l’approdo sicuro di terroristi che hanno colpito negli altri paesi, come dimostrano molti episodi riscoontrati nel recente passato. Ma fino a quando tutto questo potrà durare?

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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