Sbocco positivo della trattativa fra le parti con a mediazione di Calenda

Aferpi: cessione da Rebrab a Jindal, venerdì 23 febbraio la firma dell’accordo. Mantenuti gli impegni occupazionali

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Top News

ROMA – La notizia è apparsa anche su Toscana Notizie, l’accordo c’è: gli algerini di Cevital cedono agli indiani di Jindal l’intera società, con tutti gli oneri e gli onori che ne conseguono, dagli accordi di programma alle concessioni. La firma sull’intesa verrà messa al Ministero dello sviluppo economico domani mattina alle 9.00 perché Jindal é in Corea e dove adesso sono le 4 del mattino. L’accordo prevede la cessione di tutte le aree del sito produttivo, comprese quello di logistica destinate al porto.

Le acciaierie Aferpi di Piombino passano dunque di mano, dal gruppo algerino Cevital al colosso indiano Jindal, già impegnato in Italia nella cordata per l’acquisto dell’Ilva. L’accordo è praticamente fatto. L’intesa è stata raggiunta tra i rappresentati dei due gruppi dopo un serrato
confronto al ministero dello Sviluppo. “La firma è prevista domani mattina per ragioni di fuso orario – ha spiegato il ministro Carlo Calenda che ha seguito da vicino la trattativa – e il closing è previsto entro fine marzo. Sono soddisfatto anche se in questi casi bisogna essere prudenti”.
L’acquisto di un impianto siderurgico non è cosa da poco. Per la cessione definitiva, che consente di superare un futuro pieno di incognite, serviranno alcune settimane. Ma il più appare fatto. La società è in amministrazione straordinaria e quindi rimane forte il controllo del ministero dello Sviluppo e della regione Toscana. Jindal dovrà ora fare la due diligence, per verificare gli impianti e i conti di Aferpi: impegnerà per questo tre settimane. Poi la parola passerà ai consigli di
amministrazione delle due società per suggellare definitivamente l”accordo.
L”impegno all”acquisto, anche in assenza di dettagli, è stato salutato positivamente sia dai sindacati che dai rappresentanti della regione Toscana e del Comune di Piombino. Di certo il gruppo indiano ha assicurato – ha spiegato Calenda – che “prende gli stessi impegni (che prima erano del gruppo algerino.ndr):
anche dal punto di vista occupazionale non ci sono modifiche”. In pratica è prevista la piena occupazione.  I sindacati sottolineano come le lotte dei lavoratori hanno così raggiunto un risultato positivo.
Si chiude così la pagina della gestione di Cevital. Lo sbarco degli algerini a Piombino è del dicembre 2014. Il gruppo fu scelto dal gruppo scelto dal comitato di sorveglianza del gruppo Lucchini e preferito a Jindal, che già aveva manifestato interesse al complesso siderurgico. La riattivazione del Laminatoio e del treno rotaie dell”impianto, nel 2016, passa per molti step: un accordo con i sindacati per la riassunzione di tutti i 2.200 lavoratori e 132 milioni di fondi previsti
dall’accordo di programma con il Mise. Ma già nel 2016 iniziano problemi finanziari della neonata società Aferpi. Il richiamo a Cevital da parte del governo porta a giugno del 2017 alla firma di un accordo per il prolungamento dell’amministrazione straordinaria al 2019, e dei contratti di solidarietà fino a fine 2018, sulla base di un cronoprogramma che, tuttavia, Aferpi non riesce a rispettare. Fino all’accordo raggiunto oggi con Jindal, che dà nuovamente un futuro all’impianto di Piombino. Non appena ci sarà il closing dell’operazione tutte le parti, a cominciare dal Ministero, chiamato ad approvare l’accordo definitivo, si concentreranno sul piano industriale che dovrà essere presentato.

 

 

 

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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