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Aferpi: firmato al Mise l’accordo preliminare per la cessione da Cevital a Jindal

Presidio davanti ad Aferpi, ex Lucchini di piombino

FIRENZE – E’ stato firmato l’accordo preliminare per la cessione dell’Aferpi di Piombino (Livorno) da Cevital al gruppo indiano Jws. E’ quanto si apprende a margine del tavolo di trattativa in corso da ieri al ministero per lo Sviluppo economico (Mise), seguito personalmente dal ministro Calenda e al quale era presente anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Speriamo che sia la volta buona, dopo tante illusioni date dalla politica agli operai.

Positivi commenti di sindacalisti: «Con la firma quest’oggi, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si chiude una fase importante della vertenza Ex-Lucchini di Piombino, ora Aferpi. La società che controlla le acciaierie della città toscana passa dall’algerina Cevital al gruppo siderurgico indiano Jsw Steel, che fa capo alla famiglia Jindal, per circa 75 milioni di euro». Lo afferma in una nota il segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli.
«Ora dopo la firma del memorandum of understanding, ci sarà la fase di due diligence che durerà fino al 31 marzo, giorno per cui è previsto il closing. Subito dopo bisognerà aprire il confronto con la nuova proprietà sul piano industriale e occupazionale. Piombino e i circa 2200 lavoratori aspettano da troppo tempo il rilancio dell’acciaieria. Jindal, che contrariamente a Cevital ha il suo core business nella siderurgia, ha tutte le carte in regola perché Piombino continui a produrre acciaio come ha sempre fatto. Cevital, che aveva rilevato il polo siderurgico toscano, si è dimostrata nei mesi scorsi incapace di adempiere agli obblighi contrattuali previsti dalla cessione commissariale. Solo grazie all’intervento del Mise, che ha inviato al collegio sindacale di Aferpi una diffida, è stato possibile accelerare i tempi per il passaggio di mano dell”attività siderurgica a una nuova proprietà. Con l’ingresso degli indiani di Jindal – prosegue Bentivogli – si chiude una fase molto delicata, durante la quale si è corso il rischio che Aferpi venisse inserita nella black list di RFI per la mancata fornitura di rotaie, un”eventualità che avrebbe comportato l”esclusione da futuri bandi di gara a causa delle inadempienze per la produzione e consegna».


Paolo Padoin

Già Prefetto di FirenzeMail

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