Si potrebbe configurare il reato di violenza privata

Vaccini: esposto Codacons a 104 procure, non si possono diffondere dati sensibili

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica, Salute e benessere

 

ROMA – «Nessun dato sensibile sui bambini non vaccinati può essere diffuso dalle Asl alle scuole o ad altri soggetti, e tutti i direttori delle aziende sanitarie che violeranno tale disposizione dovranno essere indagati per abuso di atti d”ufficio». Lo afferma il Codacons, che presenterà una diffida alle Asl di tutta Italia e un esposto a 104 Procure della Repubblica affinché siano pienamente tutelati i diritti delle famiglie e si evitino abusi sui dati sensibili dei minori.
«Il Garante della Privacy ha espresso di recente parere favorevole al modello regolamentare di flussi dei dati Asl/scuole elaborato dal Ministero della salute al fine di escludere dall’istruzione i bimbi non vaccinati, ma tale parere non può in nessun caso violare i principi fondamentali del
Codice della Privacy.   E’ preciso obbligo delle scuole e delle Asl  predisporre misure idonee a proteggere i dati sensibili degli alunni anche attivando corsi di formazione per i dipendenti che accedono al trattamento dei dati, e tutti i direttori generali delle aziende sanitarie che non si atterranno a tali principi dovranno essere indagati per abuso di atti d’ufficio», denuncia il Codacons.
Viene evidenziato anche il caos scoppiato in Italia sul fronte dei vaccini, con decisioni diverse tra i
diversi Comuni e circolari regionali che aumentano i dubbi e rendono incerti gli adempimenti a carico delle famiglie. «Si stanno creando discriminazioni e trattamenti diversificati dei bambini rispetto all’obbligo vaccinale non solo da regione a regione, ma anche da comune a comune – afferma il presidente Carlo Rienzi -. Ciò determina una disparità di trattamento per le famiglie a seconda del luogo di residenza, ed eccessi inaccettabili con alcune scuole che hanno chiesto ai genitori adempimenti ulteriori rispetto a quanto previsto dalla legge ed enti che minacciano di far intervenire la Polizia contro le famiglie inadempienti. Per tale motivo chiediamo oggi alle Procure di tutta Italia di aprire inchieste sul territorio verificando eventuali abusi da parte delle Asl e accertando se le minacce di alcune scuole possano configurare il reato di violenza privata».

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