Le toghe di sinistra lo difendono

Roma: inchiesta disciplinare per il pm Enrico Zucca. Dichiarò che ai vertici della polizia ci sono i torturatori

di Redazione - - Cronaca, Politica

ROMA – Torna sotto inchiesta disciplinare il pm Enrico Zucca, le cui dichiarazioni contro l’operato della Polizia nel G8 già nel novembre 2016 finirono al vaglio del Consiglio superiore della magistratura, che archiviò il caso. Oggi, il Comitato di presidenza del Csm ha disposto nuovamente l’apertura di una pratica sul sostituto pg della Corte d’appello di Genova: iniziativa legata alle polemiche della scorsa settimana sulle parole pronunciate dal magistrato il 20 marzo a Genova nel corso di una iniziativa sui diritti internazionali nella quale si è parlato della drammatica  uccisione di Giulio Regeni, il ricercatore friulano torturato in Egitto e trovato morto al Cairo il 3 febbraio 2016.
L’apertura della pratica era stata chiesta dal presidente della Prima commissione di Palazzo dei Marescialli Antonio
Leone, mercoledì scorso, per accertare eventuali incompatibilità ambientali o funzionali del magistrato che indagò sulle violenze del G8 di Genova. A innescare la miccia sono state alcune considerazioni di Zucca – su cui sono in corso accertamenti anche da parte del Pg della Cassazione e del ministero della Giustizia – su quelli che ha definito i “torturatori” ai vertici della polizia, un passaggio riferito alla mancata rimozione dei poliziotti condannati per i pestaggi dei manifestanti no-global durante il G8 di sangue del 2001.

Il capo della Polizia Franco Gabrielli le aveva definite “accuse infamanti”. “Il Csm ha l’obbligo di portare all’attenzione della prima Commissione questo caso”, aveva detto Leone, e per il vicepresidente Giovanni Legnini si tratta di “affermazioni inaccettabili che necessitano di una valutazione”. Un invito alla cautela era arrivato invece dai consiglieri di Area, Ercole Aprile e Piergiorgio Morosini. “Bisogna verificare con attenzione il contesto in cui tali dichiarazioni sono state rese – aveva sottolineato Aprile – e leggerle con attenzione nella loro completezza, dato che potrebbero essere state riportate dalla stampa in maniera troppo sintetica”. Per Morosini, “prima di formulare ogni giudizio, anche di tipo deontologico, e” bene conoscere integralmente i passaggi salienti dell”intervento e il
contesto in cui le frasi sono state riferite”.
Probabilmente verrà acquisita anche dal Csm la registrazione dell”intervento svolto da Zucca. “Un fatto normalissimo”, aveva spiegato nei giorni scorsi il Procuratore generale di Genova Valeria Fazio che ritiene il discorso del pm “molto articolato e pienamente condivisibile”. L”intento di Zucca aveva spiegato Fazio – che sul pm deve scrivere una relazione per il Csm – “era quello di ricordare le violazioni dell”Italia, ma anche di altri Paesi democratici, sulle convenzioni internazionali dei diritti dell”uomo, doveri sui quali siamo sovente inadempienti. Se il
Csm e la Cassazione vogliono conoscere il testo completo del ragionamento di Zucca e” una cosa normalissima e giustissima”.

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