Le posizioni variegate delle Forze politiche

Governo: dopo le consultazioni la maggioranza sale a 171 voti al Senato e a 352 alla Camera

di Paolo Padoin - - Politica, Top News

ROMA – E’ terminata la giornata di consultazioni alla Camera del premier incaricato Giuseppe Conte con i partiti. «Desidero ringraziarli tutti vivamente per la franca e cortese interlocuzione che ho avuto con tutti loro, è stata una giornata proficua da tutti i punti di vista», ha detto Conte. Il quale ha aggiunto: «Dedicherò l’intera giornata di domani ad elaborare una proposta da sottoporre a al presidente della Repubblica, i ministri che proporrò saranno politici, così come il sottoscritto, saranno persone che condividono obiettivi e programmi del governo del cambiamento e che avranno dato prova di poter adempiere alle funzioni pubbliche loro affidate con disciplina e onore».

PD – «Al presidente Conte abbiamo confermato le nostre valutazioni politiche, i nostri giudizi negativi rispetto a quello che è accaduto fin qui e alle scelte e ai contenuti del contratto di Lega e M5S che abbiamo trovato. Se si parte da quelle scelte non si può che trovare il Pd su un fronte alternativo», ha detto al termine dell’incontro, il reggente del Pd Maurizio Martina.

Matteo Renzi schiera saldamente il Pd all’opposizione. «Opposizione dura e rigorosa, ma civile. Adesso loro diventano il potere, loro diventano l’establishment, loro diventano la casta. Non hanno più alibi, non hanno più scuse», annuncia l’ex premier. E sulla stessa linea si schiera Silvio Berlusconi. «Questo governo – annuncia il Cav – non potrà vedere il sostegno di Forza Italia, sia per la partecipazione di una forza politica con noi del tutto incompatibile come il M5S, sia per i programmi gravemente insufficienti a dare una risposta ai bisogni degli italiani».

FI – Silvio Berlusconi, dopo l’incontro con Conte, ha avuto un breve colloquio con Matteo Salvini che stava per entrare con la delegazione della Lega da Conte. Berlusconi ha lasciato la Camera senza fare dichiarazioni alla stampa.

MAGGIORANZA – Sale a 171, dieci voti sopra la maggioranza assoluta, il numero dei senatori disposti a sostenere il governo guidato dal premier incaricato Giuseppe Conte. Nel corso delle consultazioni, infatti, i parlamentari del Maie (Movimento associativo italiani all’estero) e gli ex M5s, hanno annunciato il “Sì” alla fiducia. Dunque, ai 109 senatori M5s e ai 58 della Lega si devono aggiungere quattro del gruppo Misto: gli ex M5s Maurizio Buccarella e Carlo Martelli, e i parlamentari eletti all’estero Ricardo Antonio Merlo e Adriano Cario. In totale, 171 senatori su 318. Ma il numero potrebbe ancora salire, visto che i rappresentanti delle Autonomie tengono aperta l’interlocuzione con Conte: i senatori di Svp-Patt e Uv sono quattro. Anche alla Camera sei deputati del Maie ed ex M5s voteranno il sostegno al nuovo esecutivo: Silvia Benedetti, Alejandro Mario Borghese, Salvatore Caiata, Andrea Cecconi, Antonio Tasso e Catello Vitiello. A Montecitorio la maggioranza avrà comunque numeri molto larghi, con un totale di 352 deputati su 630: 222 del M5s, 124 della Lega e sei del Misto.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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