Prole durissime dell'esponente Pd, che deroga dalla linea buonista del partito

De Luca (Pd), governatore Campania: gli immigrati delinquono e non rispettano le leggi. Reagiamo prima che sia troppo tardi

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

Vincenzo de Luca

Vincenzo de Luca

NAPOLI – «Abbiamo meno immigrati di altri Paesi e anche meno reati, tuttavia la percezione che si ha è di insicurezza. Mentre in Germania e in altri Stati si ha un’onda di immigrazione dall’Est Europa, dai Balcani, dalla Siria, dalla Turchia, in Italia si registrano ondate di nigeriani, senegalesi. Questa cosa pesa e noi non abbiamo il coraggio di dirlo». In poche parole, gli altri paesi hanno immigrazioni più qualificate, noi ci teniamo gli africani. Così, sul fenomeno dell’immigrazione, il presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, nel corso di un incontro del festival Salerno Letteratura alla Chiesa dell’Addolorata, con il direttore de Il Foglio Claudio Cerasa, autore di «Abbasso i tolleranti. Manuale di resistenza allo sfascismo».

«Vi sono componenti etniche, senza generalizzare, che hanno portato insicurezza e delinquenza in
Italia. Sul litorale domizio i delinquenti nigeriani hanno la conquista materiale del territorio per spaccio e prostituzione; non entrano neanche le pattuglie delle forze dell’ordine. Sul lungomare di Salerno abbiamo 400, 500 persone che decidono che devono stendere i tappeti sul lungomare. Abbiamo il dovere di dialogare ma non possiamo accettare gente in Italia che decide di fare quello che vuole.  Assistiamo ad un accattonaggio molesto, abbiamo perduto uno stile di vita. Dobbiamo dire a chi viene in Italia quello che dicevano a mio padre che faceva l’emigrante in Venezuela ovvero se vieni qui rispetti le leggi. Punto e basta. Sono figlio di emigranti e capisco che chi va in un Paese deve rispettare le leggi e anche i modi di vita, la sensibilità. Siamo riusciti a trasformare il bisogno
di sicurezza, bisogno umano primario, quasi in un elemento di frustrazione da parte di chi pone il problema».

Finalmente un esponente della sinistra che parla chiaramente, senza nascondersi dietro al politichese, al falso moralismo, la falsa solidarietà, l’accoglienza interessata patrocinate dalla sinistra e dal mondo cattolico. Se le stesse cose le avesse dette Salvini i vari Rossi e Nardella avrebbero chiamato il popolo alla rivolta di piazza, come del resto hanno già fatto, organizzando una manifestazione antigoverno razzista per il 27 giugno a Firenze.

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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